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Il violone impertinente
Musica barocca

Martedì 4 Agosto 2026 – ore 21:30 
Nostra Signora della Costa

Il violone impertinente

Musica barocca

Federico Bagnasco – Violone contrabbasso
Marco Crosetto – Clavicembalo
Francesco Olivero – Tiorba/Chitarra barocca

Data la capienza limitata di Nostra Signora della Costa, è fortemente consigliata la prenotazione al numero 3408186956.

Programma del concerto

Girolamo Frescobaldi (1583-1643)
Canzon prima per basso solo

Giovanni Lorenzo Lulier (1662-1700) (falsa attribuzione)
Sonata in La

Girolamo Frescobaldi (1583-1643)
Toccata per spinettina e basso

Giovanni Lorenzo Lulier (1662-1700) (falsa attribuzione)
Sonata in Fa

Benedetto Marcello (1686-1739)
Sonata II in Mi

Giovanni Girolamo Kapsberger (1580-1651)
Kapsberger (dal libro quarto di intavolatura di Chitarrone)

Henry Eccles (c.1670-1742)
Sonata XI in Sol

Federico Bagnasco
Chironomia

Il violone impertinente

Il concerto Il violone impertinente vuole essere innanzitutto l’occasione per presentare l’uscita discografica del progetto, per NovAntiqua (Febbraio 2026), che vede un protagonista insolito in veste di solista, in particolare per il repertorio barocco. 

Il contrabbasso infatti nasce come strumento “di ripieno”, dedito al basso continuo o in senso lato all’accompagnamento, ben distante dall’avere ruolo di primo piano. Tanti sono i nomi, le forme e le accordature con i quali possiamo identificarlo o dai quali essere tratti in inganno, per incontrare strumenti che si allontanano abbastanza dal contrabbasso come lo intendiamo nella musica degli ultimi due secoli.

Quando nell’Ottocento e soprattutto nel Novecento si è iniziato a costruire un repertorio specifico e solistico per il contrabbasso, si è spesso voluto colmare questa carenza di musica barocca contrabbassistica ricorrendo a repertori di altri strumenti (prevalentemente dal violoncello, ma non solo) e a trascrizioni ad hoc: in alcuni casi con un intento dichiaratamente didattico, volto sia alla familiarizzazione con un linguaggio antico sia all’uso di brani che non adottassero quel virtuosismo che caratterizza la letteratura strumentale ottocentesca; altre volte l’uso del termine “violone” più volte ricorrente nella musica antica ha indotto proprio a pensare a brani originali per un “antenato del contrabbasso”, e che quindi proprio il contrabbasso potesse essere il giusto destinatario in tempi moderni. Si è dunque consolidata nei decenni l’appartenenza di alcuni brani del XVII o XVIII secolo al repertorio contrabbassistico, un’appartenenza non storicamente fondata, ma che diventa tale nella storia dei secoli successivi.

Il violone impertinente vuole creare un piccolo cortocircuito con questo finto repertorio barocco contrabbassistico, ovvero riprendere questi brani, nella loro veste originale, attingendo dunque ai manoscritti o alle prime stampe e facendo ricorso all’esperienza della prassi storicamente informata, suonandole su uno strumento contrabbasso copia di strumento antico e con montatura barocca. Nello specifico verrà fatto uso dello strumento che si tende a identificare come “violone in re”, il contrabbasso della famiglia delle viole da gamba, dalle sei corde, strumento prevalentemente seicentesco ma rimasto in uso in area tedesca fino alla metà del XVIII secolo.

I brani acquistano una nuova veste, ben differente da quella datagli da un contrabbasso moderno, anche per le specifiche caratteristiche timbriche di un violone di questo tipo, con corde in budello più sottili e meno tese, la tastatura, tutte le altre meno evidenti differenze liutarie e per l’uso di un arco barocco, con differenti legni e curvatura, che indirizza verso un certo tipo di fraseggio.

Come se un suonatore di violone dell’epoca in barba alle convenzioni che lo mettevano esclusivamente in un ruolo di sfondo si ribellasse a queste condizioni e volesse mettersi in mostra e dar sfoggio di velleità solistiche o addirittura virtuosistiche.

D’altra parte, come noto, l’arte della trascrizione era cosa molto viva e frequente per tutto il barocco.

In questo percorso tra il repertorio barocco frequentato dai contrabbassisti emerge un quadro estremamente vario nel tempo e nello stile, nel quale il violone si muove in qualche caso nel suo registro più grave, in altri in un registro più acuto e solistico, con differenti impasti timbrici con il basso continuo. A intervallare il programma anche brevi brani solistici per cembalo e per tiorba.

Il programma può prevedere anche una composizione originale composta appositamente per questo organico.

Federico Bagnasco

Federico Bagnasco è da anni attivo come musicista che attraversa i generi musicali e i differenti contesti della cultura e dello spettacolo, dai più tradizionali ai più sperimentali. Si diploma in contrabbasso con il massimo dei voti e la lode, presso il Conservatorio Paganini di Genova, perfezionandosi successivamente con importanti solisti e didatti di questo strumento, prime parti presso prestigiose orchestre italiane e straniere. Ha approfondito in seminari e masterclass anche la composizione, l’improvvisazione e la prassi esecutiva su strumenti antichi. 

Ha collaborato occasionalmente con importanti orchestre e fondazioni lirico sinfoniche in Italia e all’estero (tra queste Les Musicien du Prince di Monaco, su strumenti originali). Suona diverse tipologie di “violoni” con diverse orchestre e formazioni cameristiche legate alla musica antica (tra cui Il Canto di Orfeo, Cantica Symphonia, Il Pomo d’Oro, Modo Antiquo, Collegium Pro Musica, Talenti Vulcanici, Accademia del Ricercare), partecipando a numerose e importanti rassegne in Italia e all’estero (tra queste Internationale Meisterkonzerte di Dachau, MiTo Settembre Musica, Salle Gaveau di Parigi, Konzerthaus di Berlino, Felicjia Blumental International Music Festival di Tel Aviv, I concerti di RadioTre, GOG di Genova, Festival de Mùsica de Canarias, Festival Ljubljana, Festival Monteverdi di Cremona, Poesia e Musica a San Maurizio, Festival International de Musique Sion Valais, Festival delle Nazioni, Festival de Musique Baroque de Lyon. Fondation Royaumont, Concert Hall di Tokyo). Per una decina d’anni ha collaborato come primo contrabbasso con l’orchestra da camera Milano Classica, con la quale si esibito anche in veste di solista.

Dal 2013 fa parte dell’Eutopia Ensemble, dedito alla musica contemporanea e del ‘900. 

Molto attivo inoltre sul fronte teatrale, più volte è stato coinvolto in collaborazioni musicali (consulenze, arrangiamenti, registrazioni…) per il teatro di prosa, per spettacoli per bambini, per reading poetici, o in performance teatral-musicali vere e proprie, come attore-musicista. Una parte consistente della sua attività concertistica dei primi anni inoltre è stata legata al mondo della canzone d’autore.Le sue esperienze musicali, sono passate per il jazz, il tango, la musica medioevale e rinascimentale, colonne sonore per il cinema, trasmissioni televisive, la musica popolare di tradizione e la libera improvvisazione, con importanti collaborazioni (tra queste ad esempio il duo di contrabbassi con Ares Tavolazzi, il Buxus Consort di Ezio Bosso o i progetti discografici e concertistici con Vittorio De Scalzi).

Ha al suo attivo circa una ottantina di registrazioni discografiche (per importanti etichette quali Decca, Sony Classical, Amadeus, CPO, Stradivarius, Avie, Brilliant classics, Ricercar, Felmay, Ala bianca, Tactus, Bongiovanni…). Nel 2009 pubblica per la rivista SuonoSonda una propria versione per contrabbasso di Solo (1966) di K. Stockhausen. Nel 2014 pubblica Le Trame del Legno (NBB Records), composizioni originali per contrabbasso e manipolazione elettronica, con ottimo successo di critica; mentre nel 2022 esce Consort Music (NBB Records), composizioni originali per consort di viole da gamba e manipolazione elettronica.

Compie attività di ricerca musicologica sulla storia del contrabbasso; nel 2012 pubblica KontraBach. Percorso storico musicale di un binomio possibile. Note intorno al rapporto tra il contrabbasso e la musica di J. S. Bach (Armelin Musica-Padova).

Fin dalla prima edizione è direttore artistico del festival valdostano Combin en Musique.

È docente di contrabbasso presso il liceo musicale “Cavour” di Torino e tiene corsi e seminari sul contrabbasso storico. 

Marco Crosetto

Il clavicembalista Marco Crosetto ha studiato al Conservatorio di Torino, la sua città natale, pianoforte, composizione e clavicembalo. Ha perfezionato i suoi studi al CRR di Parigi, diplomandosi in Chef de chant per l’opera barocca e in clavicembalo. 

Si è esibito, come solista e in formazione da camera, nei festival più prestigiosi del panorama europeo: il Festival d’Ambronay, MA Festival di Bruges, Utrecht Oude Muziek Festival, Fias di Madrid, FeMas di Sevilla, LIFEM di Londra, Monteverdi Festival di Cremona, Unione Musicale di Torino, MiTo Settembre Musica di Torino e Milano.

Ha collaborazione con tutti i gruppi di musica antica di Torino, con la Pietà dei Turchini di Napoli, la Venexiana, Mare Nostrum, Verità Baroque Ensemble. È co-fondatore de La Vaghezza con cui ha vinto il I premio all’Händel Göttingen Competition nel 2018.

Tra i riconoscimenti ricevuti, segnaliamo che ha ricevuto per due volte, nel 2015 e nel 2019, il III premio al Concorso Internazionale di Clavicembalo “Paola Bernardi” di Bologna; nel 2017, in duo con Mayah Kadish, il I premio al Concorso Internazionale Selifa. È stato semifinalista al concorso a Bruges nel 2018.

Dal 2017 al 2024 è stato accompagnatore al clavicembalo nei DMA dei Conservatori di Musica di Torino, Cuneo, Novara e Milano. Nel 2024 è professore di clavicembalo presso il Conservatorio di Sassari.

Francesco Olivero

Francesco Olivero ha studiato chitarra classica presso il Conservatorio «Giorgio Federico Ghedini» di Cuneo e in seguito presso il Conservatorio di Musica di Maastricht. Nel 2016 ha ricevuto le borse di studio della De Sono e dell’Associazione Inner Wheel, con le quali ha potuto finanziare le sue attività musicali ed artistiche. Si è diplomato in musica antica presso il Conservatoire Royal di Bruxelles sotto la guida di Nicolas Achten e successivamente presso l’Escuola Superior de Musica de Catalunya (ESMUC) sotto la guida di Xavier Diaz La-torre.

Si è esibito in concerto in festival musicali di diversi Paesi europei: Italia (Maggio Musicale Fiorentino, Ravenna Festival, MITO settembre musica, L’Unione Musicale, il Festival Gaudete, Roma Festival Barocco, ILMA Perle, Festival Grandezze e Meraviglie, Il Festival dei Saraceni, Festival di Musica antica di Magnano), Austria (Innsbruck Festwochen der Alte Musik), Belgio (Festival Musique3, Aremberg Festival, Midi Minimes Fes-tival), Olanda (Utrecht Oude Musik Festival, Sittard Oude Musik Festival) Germania (Gluck Festspiele), Spagna (Festival El Sons del Temps, Festi-val Espurnes Baroc), Francia (Festival Frisson Baroque, Festival de la Societé de musique ancienne de Nice) e Georgia (Tbilisi Baroque Festival). Ha collaborato con musicisti di fama internazionale come Alessandro De Marchi, Bertrand Cullier, Giulio Prandi, Paul Agnew, Michael Hofstetter, Filippo Mineccia, Juan de La Rubia, Marco Beasley, Furio Zanasi, Fabio Bonizzoni e Federico Maria Sardelli.

Ha lavorato con orchestre e ensemble di musica barocca quali: Il Modo Antiquo, Orchestra del Teatro del Maggio musicale Fiorentino, Il Gardellino, Coro e Orchestra Ghisleri, Stradella Y Project, Akademie Versailles, Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, Accademia La Chimera, ensemble L’Astree, Orchestra Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Ensemble Les Transport Public, Orchestra del Teatro Regio di Torino, I Musici del Grand Principe, Le Caravanserail, Festwochen Ins-brucker Orchester, Orchestra del Miracle de Barcellona, l’ensemble Didone Abbandonata e l’ensemble Andromeda.

Si è esibito in sale di grande importanza musicale quali: Il Palau de la Musica di Barcellona, Il Concertgebouw di Amsterdam, Il Baux Arts di Bruxelles, il Kammerspiele Theatre di Innsbruck, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino di Firenze, Auditorium Lingotto di Torino e il Teatro Rustaveli di Tbilisi. Ha inciso dischi e registrazioni dal vivo per la Da Vinci publishing, Glossa, Brilliant Classics, Italian Way music, Musica Fura, CPO e Dynamics e la Vivaldi Edition.