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DAL FESTIVAL AMFITEATROF 1992 AL LEVANTO MUSIC FESTIVAL AMFITEATROF 2021:

TRENT’ANNI DI MUSICA E BELLEZZA DEL TERRITORIO NEL NOME DI UN GRANDE VIOLONCELLISTA

Un grande violoncellista – solista, in duo, in quartetto, in orchestra, in conservatorio – e un paese che amò così tanto da diventarne residente, coltivando la passione per il mare e ospitando familiari, allievi e amici. Quando ci lasciò, da subito nacque l’idea di onorarlo con un Festival: nei suoi trent’anni di vita a Levanto, il forte legame tra la musica di qualità che suonava e la valorizzazione della bellezza dei luoghi in cui viveva fu costante.

Con il concreto e immediato appoggio dell’amministrazione comunale, con la passione e la tenacia di Giorgio Marconi, architetto romano, coniuge di Marisa Candeloro – la pianista del duo con Massimo Amfiteatrof dopo Ornella Puliti Santoliquido – e di Margherita Pelliccia, accanto a lui sino alla sua morte, nacque l’associazione che avrebbe organizzato il Festival fino al 2018.

Nei primi anni, presero parte alla rassegna tanti artisti illustri, disponibili a esibirsi per la stima e l’amicizia nei confronti del Maestro. I concerti venivano organizzati dapprima nel chiostro dell’Annunziata, poi nella chiesa di Sant’Andrea.
Oltre alla qualità musicale capace di attrarre un pubblico numeroso e competente, fu il coinvolgimento, anche finanziario, dei commercianti e degli abitanti di Levanto a permettere lo svolgimento annuale del Festival, testimoniato da una stampa sempre attenta alle sue proposte artistiche. Giorgio Marconi non fece in tempo a donare uno dei tre violoncelli del Maestro alla città di Levanto: sarebbe stata una testimonianza importante.

A un momento di crisi seguì il passaggio a una gestione tutta levantese, che per diciotto anni portò energia e competenza alla rassegna. Ogni estate, puntualmente, si proponevano sedi originali e apparentamenti musicali innovativi e sempre ad alti livelli qualitativi.
Solo un amore sconfinato per Levanto e per la musica ha permesso, fino a oggi, la continuità e le sperimentazioni artistiche.

L’offerta del Festival ha compreso, in quasi trent’anni, la grande musica per piccole orchestre tipica dell’Ottocento, i concerti sulla Rossola all’alba, quelli più suggestivi sulla spiaggia o nel parco della Villa Agnelli, gli spettacoli con attori, il coinvolgimento di grandissimi artisti, le musiche da film e tante altre proposte sempre originali e molto apprezzate. E ora, per il terzo anno consecutivo, una nuova gestione molto attenta a offrire musiche di ogni genere, popolari, tradizionali, etniche, con la costante del violoncello, con l’apertura a sperimentazioni di residenze artistiche, in un contesto di attrazione culturale e turistica, di etica, di trasparenza, di cittadinanza attiva, di conoscenza del territorio. Una realtà che arricchisce gli spettacoli con conversazioni sulla musica e con la musica, con i suoi mestieri e la formazione, e con escursioni per mare e per terra, dimostrando una forte capacità progettuale e una professionalità all’altezza della sfida, anche rispetto alle recenti restrizioni sanitarie e organizzative.

Si può leggere la storia del Festival anche attraverso i suoi loghi: dalla Chiesa di Sant’Andrea, passando attraverso i simpatici abitanti del mare, fino al violoncellista stilizzato. Con il trascorrere degli anni la comunicazione, che inizialmente si svolgeva solo tramite canali tradizionali, ha assunto un’importanza sempre più rilevante ed è stata nutrita da media partner di pregio e disseminata sulle piattaforme social, divenendo un utile strumento di informazione per musicisti, giornalisti e grande pubblico. Anche le relazioni istituzionali sono state particolarmente curate e hanno prodotto un fondamentale supporto comunicativo.