Menu Chiudi

Ziganoff Jazzmer Band & Kalman Balogh
Dal klezmer al jazz lungo le vie della Transilvania

25 Agosto 2024 – ore 21:30 
Loggia Medioevale di Piazza del Popolo

Ziganoff Jazzmer Band

Rossana Caldini – violino
Gigi Grata – tuba, sousaphone
Renato Morelli – fisarmonica, chitarra
Michele Ometto – chitarra
Christian Stanchina – tromba, flicorno soprano
Fiorenzo Zeni – sax soprano, clarinetto

Kalman Balogh – Cimbalom

dal Festival di Trento

Programma del concerto

Un inedito incrocio fra il jazzmer della band Ziganoff e il gipsy jazz del leggendario Kalman Balogh, il più celebre e autorevole virtuoso ungherese di cimbalom.
Un itinerario musicale che, partendo dalla Transilvania e attraversando la route tzigane, riscopre i legami perduti fra antiche melodie dell’Europa centro-orientale e il jazz delle origini.
Un’originale contaminazione fra standard jazzistici del primo dixieland e gli stilemi dei Klezmorin (suonatori ebrei itineranti attraverso territori e lingue di tre imperi: austro-ungarico, zarista, ottomano).
Un singolare incontro fra due mondi musicali diversi che riescono a fondersi in un’unica proposta musicale culturale attraverso la mediazione della grande tradizione musicale zingara ungherese.
Un intrigante fil rouge in grado di legare in crescendo l’early jazz e lo swing manouche con i repertori musicali popolari di quelle comunità ebraico-zingare dell’Europa centro-orientale che facevano parte un tempo della stessa area culturale, molto variegata ma per certi aspetti omogenea, qual era l’impero austro-ungarico.
Uno stimolante viaggio musicale nel tempo e nella storia, che arricchisce la riflessione sulla varietà-complessità delle nostre radici.

Nato nel 1959 a Miskolc, città del nord est dell’Ungheria, proviene da una famosa famiglia di zingari rom. Ha iniziato a suonare il cimbalom, tipico strumento di quella tradizione, all’età di 11 anni, stimolato dallo zio, Elemér Balogh, altro grande virtuoso del magico strumento. Fu proprio lo zio a dare le prime lezioni a Kalman, che poi frequenterà studi classici a Budapest, sotto la direzione di Beatrix Szollosy e Ferenc Gerencsèr.

Kalman Balogh, per la sua grande versatilità e abilità, riesce a suonare con formazioni anche molto diverse fra loro, passando ad esempio dai taraf zingari della Transilvania, alle grandi orchestre sinfoniche di musica classica, a gruppi barocchi con strumenti storici ecc.
Titolare della cattedra di cimbalom presso l’Accademia Ferenc Liszt di Budapest, vanta importanti collaborazioni con la Budapest Symphony Orchestra, la Budapest Ragtime Orchestra, la Szakcsi Lakatos Béla Jazz-Band, l’orchestra sinfonica Festival Orchestra e la 100 Member Gypsy Orchestra di Budapest.
Si è esibito con le migliori folk band d’Ungheria: Janosi, Okros, Mèta, Téka, Muszikas, Visöntö, Zsaratnok, Fönö e Vasmalon.
Ha collaborato con varie formazioni europee, pubblicando quattordici CD, partecipando a numerosi concerti nei festival internazionali più prestigiosi.

 

IL CIMBALOM (chiamato anche Salterio, Hackbrett, Kanun ecc.) è un tipo di salterio di grandi dimensioni con corde suonate a percussione grazie a martelletti, come per il vibrafono: possiede le capacità espressive del pianoforte, e può guidare una band sia ritmicamente che dettando la melodia. Nelle esperte mani di Balogh Kálmán, il cimbalom riesce a coprire le due parti contemporaneamente. Balogh continua la leggendaria tradizione musicale europea rifacendosi alle collaborazioni con maestri del calibro del chitarrista gipsy Django Reinhardt e il violinista Stephane Grappelli, tracciando collegamenti tra le antiche tradizioni musicali popolari dell’Europa centrale e dell’Est, con la stessa progressione di accordi e lo swing del jazz. Le similitudini tra jazz e musica popolare, come l’improvvisazione e l’espressione emotiva, si evidenziano al primo ascolto. Balogh Kálmán sa guardare in avanti, senza mai tralasciare il rispetto per la tradizione, lasciando il pubblico affascinato e ispirato. Oltre ai concerti, Balogh tiene workshops, seminari, e insegna regolarmente Gypsy Jazz e Cimbalom. Ovunque, i musicisti Rom sono imbattibili nell’intrattenimento musicale, e così accade anche per quelli d’Ungheria. La musica di Balogh Kálmán si distingue per la capacità strumentale e il virtuosismo ereditati da famose dinastie, mai disgiunta dalla familiarità con diversi generi e stili musicali. Balogh Kálmán ha perfezionato le proprie indubbie abilità musicali per più di vent’anni, suonando con la crema dei musicisti folk ungheresi con escursioni nei territori classici, jazz e rock, sia in patria che all’estero.

 

Principali CD di Kalman Balogh
• Balogh Kálmán & the Gipsy Cimbalom Band: Roma vándor (1995)
• Gypsy Music From Hungarian Villages (1996)
• Balogh Kálmán & the Gipsy Cimbalom Band: Gipsy Colours (1997)
• The Art of The Gipsy Cimbalom, ARC Music Productions Int. Ltd. (1998)
• Balogh Kálmán és a Romano Kokalo: Gipsy Colours, FolkEurópa (1999)
• Balogh Kálmán – Gipsy Jazz, Rounder Records Corp (1999)
• Balogh Kálmán & the Gipsy Cimbalom Band: AromA, FolkEurópa (2003)
• David Murray, Kovács Ferenc és Balogh Kálmán & a Gipsy Cimbalom Band, Fonó (2005)
• Balogh Kálmán: Karácsonyi Örömzene, Gryllus (2005)
• Balogh Kálmán – Korpás Éva: Ó, szép fényes hajnalcsillag – Hungarian folksongs for Christmas, FolkEurópa (2005)
• Balogh Kálmán & the Gipsy Cimbalom Band: Aven Shavale, FolkEurópa (2007)
• Balogh Kálmán & the Gipsy Cimbalom Band: Live in Germany (2007)
• Balogh Kálmán & the Gipsy Cimbalom Band: Délibáb, FolkEurópa (2010)
• Balogh Kálmán Cimbalom trio, Opus 1, Hungaria records (2013)

Formata da musicisti trentini e sudtirolesi, è una delle poche formazioni a livello internazionale che si dedica sistematicamente alla ricerca dei legami perduti fra la musica klezmer, il primo jazz e lo swing zingaro manouche, attraverso arrangiamenti originali. Fondata dall’etnomusicologo Renato Morelli nel 2009, ha tenuto numerosi concerti, in Italia e all’estero, collaborando a programmi Rai (televisivi e radiofonici), spettacoli teatrali, colonne sonore di film. 

Ha partecipato a vari festival, fra cui: Jazz Festival Hof – Bayern; Horizontal Vertikal Musikfestival – Grossvenediger Salzburg; Klangstadt – Hall Tirol; Trentino Book Festival; Dolomiti Ski jazz; Culturnacht – Bozen; Valsugana jazz tour; Treibhaus Festival – Innsbruck; Contrada larga – Trento; World Music Festival Carambolage – Bolzano; Domeniche in Musica – Arco; Rovereto Estate Musica; Concerti di Primavera – Bolzano; Laurin All That Music – Bolzano; Invito all’ascolto Società Filarmonica – Trento; Music on Board – Tesero; BergMusikFestival – Vipiteno-Racines; Lana Meet Jazz – Lana; Manifestazioni Garibaldine – Bezzecca; Kuratorium Kommende – Lengmoos Bolzano; Società Aquilana dei Concerti – L’Aquila: Festival Internazionale di Musica – Portogruaro; I suoni e i luoghi – Udine Gorizia; Borgo sonoro. Terre del Rubicone – Cesena; Monte Bondone Green Festival; Stagione estiva Don Bosco – Bolzano parco semirurali; MusicFestivalAnfiteatrof – Levanto; Il lago cromatico – Ranco Varese; Jazz-world musica festival – Trevi; Sagra musicale umbra – Perugia; Palchi nei parchi, Friuli Venezia Giulia. Ha realizzato progetti musicali (CD e DVD) con il chitarrista bolzanino Manuel Randi, il violinista ucraino Igor Polesitsky, il cimbalonista ungherese Kalman Balogh. Ha pubblicato tre CD (A glezele Vayn, 2011; Jazzmer suite, 2014; Sterzinger Konzert, 2023) e due DVD (Koilen live, 2009; Ziganoff & Friends 2017).

 

Recuperare i legami perduti fra la musica klezmer, il primo jazz, e lo swing zingaro manouche. Questa è l’idea di fondo, alla base della jazzmer band Ziganoff, un progetto di Renato Morelli con Michele Ometto (chitarra), Fiorenzo Zeni (sax), Christian Stanchina (tromba), Rossana Caldini (violino), Gigi Grata (tuba). Il progetto prende il nome dall’emblematica figura di Mishka Ziganoff, fisarmonicista zingaro di lingua yiddish, nato ad Odessa, emigrato a New York, dove lavorò con formazioni klezmer e jazz, e dove incise nel 1919 il brano “koilen”, considerato un prototipo melodico di Bella ciao. Il Klezmer – musica popolare degli ebrei ashkenaziti dell’Europa centro-orientale – ha tramandato fino ad oggi una singolare contaminazione di repertori tradizionali romeni-polacchi-russi-ungheresi-balcanici, nonostante le vicissitudini sofferte da questa minoranza per l’ostilità di imperatori, papi e zar. I Klezmorim hanno attraversato più volte i confini di tre imperi (austro-ungarico, zarista, ottomano), condividendo spesso il destino degli zingari, compresa la tragedia della Shoah; non a caso sono due comunità che nel tempo hanno saputo creare un sodalizio umano-musicale fra i più tenaci e prolifici dell’Europa sud-orientale. Per fuggire da pogrom e persecuzioni, alcuni musicisti klezmer e zingari sono emigrati in America all’inizio del ‘900, proprio nel periodo che ha visto la nascita del primo jazz: una nuova contaminazione musicale sviluppatasi nell’ambito della comunità afromericana ma anche – come è ormai riconosciuto – con il contributo determinante di emigranti europei, compresi ebrei e zingari. Dalla comunità ebraica provengono ad esempio artisti come George Gershwin (Jacob Gershowitz), Leonard Bernstein, Benny Goodman ecc. In ambito zingaro un contributo particolarmente significativo è rappresentato dal jazz manouche (o gipsy jazz), legato alla leggendaria figura di Django Reinhardt, che ha reso possibile l’unione fra la tradizione musicale zingara del ceppo manouches (sinti francesi) ed il primo jazz americano. Un’altra figura leggendaria, anche se molto meno nota, è appunto quella di Mishka Ziganoff, fisarmonicista zingaro, cristiano, di lingua yiddish, nato a Odessa, emigrato all’inizio del ‘900 a New York dove lavorò come musicista jazz e klezmer. Oltre che per il suo virtuosismo Ziganoff è noto per la sua incisione nel 1919 del brano “koilen”, considerato un prototipo melodico di Bella ciao. Una figura emblematica dunque, che rappresenta un ideale fil rouge non solo fra la musica klezmer, il jazz e lo swing manouche, ma anche con le nostre stesse radici musicali.