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Levanto Music Festival Amfiteatrof - 29ª Edizione 2020

Resilienza Furibonda

Officine del Levante, Ente organizzatore del Festival, agisce resilientemente e con tenacia, non si limita a parlare: il Festival delle Geografie Streaming Edition ne è stato un esempio.
Il primo problema che si è posto il Festival delle Geografie, sin dalla prima edizione: essere finalizzato a obiettivi ed essere utile.
Ognuno della cinquantina di relatori delle quattro edizioni è stato prescelto per la sua competenza, la sua capacità di divulgazione, la sua potenzialità didattica e pedagogica, la sua volontà di aiutare questi territori del Levante a sviluppare vocazioni per lo sviluppo, equilibrato.

Laura Canale
Laura Canale, Presidente di Officine del Levante

Questa edizione in modo particolare, in considerazione del “fermo immagine” subito da febbraio.

Diamo senso e contenuto ai progetti di turismi nuovi, di consapevolezza sociale, di sviluppo economico che sia sostenibile, anche dal punto di vista ambientale. Resilienza non è una parola astrusa, rappresenta una occasione da cogliere.

Levanto Music Festival -Amfiteatrof si ispira agli stessi principi, adattandoli alla musica. I suoi punti forti: la ripresa di spettacoli dal vivo per dare lavoro ai musicisti e ai tecnici, massacrati dal fermo immagine.
Quindi, la medesima forte volontà di agire, per offrire cultura musicale e valorizzare Levanto

LMFA 2020 si svolgerà nonostante tutto il vento contrario, in particolare la indisponibilita di luoghi che per decenni sono stato valorizzati dai concerti e carenza di contributi dell’ente locale, impegnato su altri fronti.
Il Programma originario, bello spavaldo, è stato ridefinito, mantenendo però  LA la sua ragione, il suo equilibrio, la sua consistenza, qualità e il suo significato.
Arricchito dalla adattabilità e rispondente alla complicità con il pubblico della scorsa edizione.
Il festival offre quest’anno una formula innovativa, con concerti concepiti per questo Festival ma registrati a casa o in giro per Levanto e dintorni, sostenuti da minicontratti specialmente concepiti come  ponte per l’edizione 2021, -la 30esima!
– : presenza dal vivo, diretta fb e streaming doppio: in modo da essere goduto in loco, in casa, in spiaggia ovunque e in una piazza all’aperto.
Le conversazioni previste come fuori Festival Amfiteatr-off diventano parte integrante dell’approccio, non effimero ma destinato alla informazione musicale dei mestieri della musica.

Parole chiave: luoghi alternativi, live, diretta e doppio streaming in piazza. Fantasia creativitá complicitá tanta pazienza e spirito di adattamento, per valorizzare la vocazione musicale di Levanto.
MA l’esperienza delle decine di migliaia di “spettatori” del Festival delle geografie di maggio ci hanno convinto di regalare non solo la diretta Facebook ma anche un grande schermo in Piazza Cavour.
Ciò consente a tutti di godere concerti video conversazioni del Festival in ogni luogo, da casa, alla spiaggia, passeggiando, con un gelato e successivamente da ogni dove e in ogni tempo.

E termoscanner, sanificazione, prenotazione e controllo…

Come partecipare ai concerti:

Per ogni evento, in ogni spazio, é obbligatoria la prenotazione.
Solo i posti autorizzati saranno prenotabili (+ il medesimo numero, in lista di attesa) e dovranno essere confermati entro le 16 del giorno programmato.
In caso di mancata conferma verranno prenotate le persone in lista di attesa, previa conferma.
Ogni evento sarà comunque disponibile anche in diretta su smartphone e pc, sulla pagina Facebook del Festival e su schermo in piazza Cavour, ove sono assicurate le distanze e la mascherina obbligatoria, come per il pubblico in presenza.
Le prenotazioni sono nominative, con cellulare di contatto, su whatsapp e messaggi al numero 340.8186956.
Le entrate negli spazi sede degli eventi, sanificati prima e dopo, dovendo evitare gli assembramenti, saranno consentite solo da trenta a cinque minuti prima dell’inizio.
I posti a sedere saranno distanziati.
All’ingresso sarà disponibile disinfettante e sarà effettuata la misurazione della.temperatura con temoscanner.

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition: come partecipare

I temi del festival:

– Il violoncello, come sempre in onore del M° Amfiteatrof, aprirà gli incontri con la presentazione di uno strumento particolarissimo: il violoncello da spalla. Sarà presente nella sua veste barocca e insieme alla fascinosa viola da gamba. Tornerà infine come interprete di Beethoven, Bruch e Brahms.
– Beethoven sarà festeggiato alla grande, nel suo anniversario, e sarà presente sia in programmi monografici di grande spessore, sia in proposte di accostamento originale.
– La musica del mondo tornerà ad affascinarci con i suoni della tradizione ottomana, con le melodie ispaniche, con fiati e percussioni di paesi diversi e lontani. Più vicino a casa nostra, ospiteremo bande del territorio spezzino e ne racconteremo storia e cultura; per finire con una grande festa di sapore ligure con musica da ascoltare e da ballare.
– Ci sarà un concerto con repertorio contemporaneo, affidato a un gruppo molto speciale e alcune incursioni jazz assai stuzzicanti, capaci di creare collegamenti inattesi con il repertorio classico.
– Il teatro si fonderà con la musica in uno spettacolo nato per il Festival, portandoci nel mondo drammatico di uno dei più grandi autori del madrigalismo cinquecentesco.
– Nelle serate in Auditorium parleremo con ospiti che rappresentano la musica in televisione e nel cinema, dei mestieri della musica, dell’educazione musicale.
– Prosegue la nostra collaborazione con i Conservatori di Genova e La Spezia e quella con i Festival di Cervo e Carro.

Il Cartellone della 29ª Edizione del Festival

Il Programma Completo

Il calendario dettagliato

Ago
14
Mer
GnuQuartet: NiccoRock Paganini @ Piazza Cavour
Ago 14@21:30

NiccoRock Paganini- Il Bending del Diavolo è l’omaggio di GnuQuartet alla musica e alla figura umana ed artistica di Niccolò Paganini. Incubo degli studenti accademici, inarrivabile atleta delle quattro corde, meraviglia della natura, tenebroso personaggio pubblico ha segnato la storia dell’800 musicale come nessun altro.
La suggestione di avvicinare Niccolò al Rock, suggerita dalla mostra, si traduce in un lavoro musicale parallelo nel quale i temi paganiniani esplodono nel linguaggio ritmato e incalzante della musica popolare.
I Capricci, le sonate per chitarra e violino, i concerti perdono i connotati virtuosi e le garbate dialogiche ottocentesche e rivelano l’anima più energica e semplice. Temi scritti per essere ricordati e canticchiati dai dilettanti dell’epoca trovano, in una forma quasi di canzone, una nuova, elettrizzante vitalità.
Un lavoro originale e curioso, lontano dagli stereotipi e dalle semplificazioni, un azzardo forse, per i puristi accademici, un gioco pieno di rispetto e di affetto per la prima rockstar di tutti i tempi. Niccorock Paganini!

I Musicisti

Stefano Cabreracello
Raffaele Rebaudengo, viola
Francesca Rapetti, flauto
 Roberto Izzo, violino

Si sono incontrati nel 2006 al Teatro Nazionale di Milano per una serata speciale dedicata al compleanno di Fabrizio De André, dando via al progetto GnuQuartet e realizzando ad oggi 7 album, con brani originali e rielaborazioni. In questi anni hanno collaborato alla realizzazione – in fase di scrittura, arrangiamento e registrazione – di moltissimi lavori discografici, colonne sonore cinematografiche e sigle televisive. Molte le partecipazioni a programmi televisivi e radiofonici e a grandi Festival internazionali tra cui European Jazz Expo, Sildajazz Festival di Haugesund, Carinthian Summer Music Festival, Venezia Jazz, MITO Settembre Musica, Festival del Mediterraneo, I Suoni delle Dolomiti e il Festival di Sanremo nel 2011, dove si sono esibiti con i La Crus. Nell’estate 2013 sono stati ospiti dei Negramaro a San Siro e all’Olimpico.

Lunghissima la lista di artisti con cui hanno collaborato: Simone Cristicchi, Francesco De Gregori, Neri Marcorè, Gino Paoli, Niccolò Fabi, Arisa, Baustelle, Samuele Bersani, Motel Connection, Afterhours, Giorgio Conte, Dolcenera, Piercortese, Diodato, L’Aura, New Trolls, PFM, Gianni Morandi, Malika Ayane,  Vittorio De Scalzi, CAST, Oscar Prudente, Giua, Federico Sirianni, La Crus, Samuel & Boosta from Subsonica, Gabriele Mirabassi, Francesco Bearzatti, Norchestra, Mario Arcari, Claudio Gioé, Ferruccio Spinetti, Flavio Boltro, Giuliano Sangiorgi, Meg, Morgan, Antonella Ruggiero, Sarah Jane Morris, Jovanotti, Claudia Pastorino, Mario Venuti, Carlo Fava, Pacifico, Rachel Flowers e Sungha Jung.

Francesca Rapetti
Francesca Rapetti
Roberto Izzo
Roberto Izzo
Raffaele Rebaudengo
Raffaele Rebaudengo
Stefano Cabrera
Stefano Cabrera
Ago
19
Lun
Ensemble Aere Cavo – Musica del XVII secolo @ Chiesa di Sant'Andrea
Ago 19@21:30–22:30
Ensemble Aere Cavo - Musica del XVII secolo @ Chiesa di Sant'Andrea

L’Ensemble Aere Cavo nasce nel 2016 per iniziativa di Andrea Bracco, (tromba naturale), Marco Montanelli (clavicembalo e organo), Nicola  Moneta (violone, percussioni) con l’intento di studiare ed eseguire la musica tardo-rinascimentale e barocca, con una particolare attenzione verso il repertorio della tromba naturale, delle tastiere antiche e delle interazioni tra varie situazioni musicali.
I componenti l’ensemble sono attivi da tempo nel campo della Musica Antica, eseguita avvalendosi di strumenti originali o copie e seguendo criteri di prassi esecutiva storicamente informata.
L’ensemble Aere cavo è particolarmente interessato alla ricerca ed alla riscoperta di repertori poco frequentati, spesso ricchi di vere perle e sorprese musicali.
span style=”font-weight: 400;”>Il gruppo si avvale abitualmente della collaborazione di musicisti altamente specializzati quali Camilla Bonanini al violino, Matteo Rabolini alle percussioni, Don Franco Pagano al violoncello. Frequenti le collaborazioni con altri ensemble specializzati nel repertorio antico, quali, ad esempio, Baschenis Ensemble, Il Convitto Armonico, ecc.

I Musicisti

Andrea Bracco – tromba naturale (A. Vajna, 2016, copia da F. Ehe, 1700 ca.)
Camilla Bonanini – violino
Don Franco Pagano – violoncello
Marco Montanelli – clavicembalo (R. Mattiazzo, 2002, copia da Giusti, 1681)
Nicola Moneta – Timpani (originali, 1700 ca.), violone

Il Concerto

Claudio Monteverdi, da Orfeo (1607)
Toccata

Dario Castello, da Sonate concertate in stil moderno, Libro secondo (Venezia, Magni, 1644)
Sonata prima per violino e basso continuo

Heinrich Ignaz Franz Biber, da Sonatae tam aris quam aulis servientes (Salisburgo, 1676)
Sonata IV per tromba, violino e basso continuo
Allegro
Adagio
Allegro
Presto
Adagio
Allegro

Girolamo Frescobaldi, da Toccate e partite […] Libro secondo (Roma, Borbone, 1637)
Toccata I per clavicembalo solo

Marco Uccellini, da Sonate, correnti et arie, Op. 4 (Venezia, Vincenti, 1645)
Sonata detta La Luciminia contenta per violino e basso continuo

Bernardo Storace, da Selva di varie composizioni d’intavolatura per cimbalo et organo, (Venezia, 1664)
Ruggiero per clavicembalo solo

Gottfried Finger, Sonata in Do maggiore per tromba, violino e basso continuo
Andante
Adagio
Allegro
Adagio
Allegro

Domenico Gabrielli, Sonata per violoncello e basso continuo (1687)

Giuseppe Torelli, Concerto per tromba in Do maggiore
Allegro
Adagio-Presto-Adagio
Allegro

Ago
23
Ven
Amfiteatr-off: Stefano Biosa – Omaggio a Vladimir Horowitz @ Auditorium Ospitalia del Mare
Ago 23@18:00
Amfiteatr-off: Stefano Biosa - Omaggio a Vladimir Horowitz @ Auditorium Ospitalia del Mare

In Collaborazione con il Centro Documentazione Arturo Benedetti Michelangeli di Brescia

A trent’anni dalla morte del grande pianista ucraino, il Presidente del Centro di Documentazione “Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia, prof. Stefano Biosa, ce ne offre un ritratto basato su documenti e filmati.

L’incontro fa da cornice al concerto serale di Vitaly Pisarenko, giovane e affermato pianista che con il Maestro ucraino condivide la città di nascita: Kiev.

Vitaly Pisarenko – Omaggio a Vladimir Horowitz @ Chiesa di Sant'Andrea
Ago 23@21:30
Vitaly Pisarenko - Omaggio a Vladimir Horowitz @ Chiesa di Sant'Andrea

Il concerto è organizzato in collaborazione con il Festival Internazionale della Musica da Camera di Cervo e con Il Centro Documentazione Arturo Benedetti Michelangeli.

VITALY PISARENKO, pianista russo, vince nel 2008 il primo premio all’8° Concorso Internazionale di Pianoforte ‘Franz Liszt’ a Utrecht. Subito dopo suona al Concertgebouw di Amsterdam con la Netherlands Radio Philharmonic Orchestra, sotto la direzione di Damian Iorio. Pisarenko si è esibito per la prima volta in pubblico all’età di sei anni. Dopo i primi studi musicali a Kiev (con Natalia Romenskaya) e a Kharkov (con Garry Gelfgat), ha studiato presso la Scuola Centrale di Musica e poi al Conservatorio Statale di Mosca con il professor Yuri Slesarev. Successivamente si è perfezionato con lo stesso insegnante ed è stato inoltre sia allievo al Conservatorio di Rotterdam, con Aquiles Delle Vigne, sia all’Oxana Yablonskaya Piano Institute in Italia. Dal 2012 Pisarenko sta studiandoper conseguire il master presso il Royal College of Music di Londra, grazie alla borsa di studio intitolata a Kenneth e Violet Scott. Dalla vittoria al Concorso ‘Liszt’, Pisarenko si è esibito in oltre venticinque Paesi, tra cui Germania, Italia, Ungheria, Polonia, Austria, Svizzera, Gran Bretagna, Norvegia, Lituania, Indonesia, Brasile, Argentina, Cile, Colombia, Ecuador, Cina, Giappone, Messico e Stati Uniti. Ha suonato per il ‘Piano Pic Festival’ in Francia, al Festival Internazionale di Musica di Berlino, al Festival di Musica da Camera di Delft e al Festival ‘Busoni’ di Bolzano. Nel 2009 è stato impegnato in una lunga tournée con la North Netherlands Symphony Orchestra e si è esibito al Festival ‘Beethoven’ di Varsavia con la Polish National Philharmonic Orchestra all’Ushuaia Festival in Argentina con la Moscow Symphony Orchestra. Nello stesso anno ha suonato in tournée con il Quartetto ‘Heath’ e ha interpretato la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninoff per la cerimonia di riapertura della De Doelen Concert Hall a Rotterdam. Ha preso parte inoltre all’European Liszt Nights Tour e ha suonato al Festival di Pianoforte di Vilnius. Nel 2010 si è esibito a Shanghai per il World EXPO ed è stato impegnato in una tournée con la Gelders Orkest, interpretando il Concerto per pianoforte n. 4 di Rachmaninoff. Nel 2011 è stato invitato in Giappone per una lunga tournée con la Brno Philharmonic Orchestra. Nel 2012 ha debuttato al Colon di Buenos Aires, al Musikverein di Vienna, ad Antwerp e al Palazzo delle Arti di Budapest. Si è inoltre esibito in Cina, a Pechino e a Shanghai, e ha preso parte all’International Liszt Piano Academy, studiando con Elisabeth Leonskaya. Nel 2013 ha debuttato al Seoul Arts Centre in Sud Corea con la KBS Symphony Orchestra e in alcuni prestigiosi festival, quali l’International Chopin Piano Festival di Duszniki (Polonia), l’Euro Music Festival di Halle (Germania), il Grachtenfestival (Amsterdam) e il Diaghilev Festival di San Pietroburgo. Nel 2014 Pisarenko ha collaborato con l’attore Warre Borgmans in ‘Liszt’s Confession’, uno spettacolo che è andato in tournée in Belgio, nonché in una serie di recital solistici e di concerti con orchestra negli Stati Uniti, in Italia, in Cina, in Canada e in Gran Bretagna.

“ … Pianista immensamente dotato… con una tecnica
prodigiosa, una miriade di sfumature e una precisione
scrupolosa…”,  New York Times

Il Concerto

Franz Schubert
Deutsche Ländler (Danze tedesche), Op. 171, D. 790
Improvviso in Sol bemolle maggiore, Op. 90 n° 3, D. 899
Improvviso in La bemolle maggiore, Op. 90 n° 4, D. 899

Robert Schumann, Phantasiestücke, Op. 12
Des Abends
Aufschwung
Warum?
Grillen
In der Nacht
Fabel
Traumes Wirren
Ende vom Lied

Frédéric Chopin
Scherzo n° 1 in Si minore, Op. 20
Scherzo n° 2 in Si bemolle minore, Op. 31

Franz Liszt
Ballata n° 2 in Si minore, S. 171
Rapsodia ungherese n° 13 in La minore, S. 244

Ago
25
Dom
Trio Dèmos – flauto, violoncello, pianoforte @ Chiesa di Sant'Andrea
Ago 25@21:30

logo positivo conservatorio piccolo paganini copiaConcerto realizzato in collaborazione con il Conservatorio “N. Paganini” di Genova

I Musicisti

Jacopo Famà, flauto
Anastasia D’Amico, violoncello
Lorenzo Famà, pianoforte

Il Concerto

Franz Schubert

Introduzione e variazioni per flauto e pianoforte, op. 160, D. 802, sul tema del Lied
Trockne Blumen,  da Die schöne Müllerin

Dmitri Shostakovich, Sonata in re minore per violoncello e pianoforte, op. 40
Allegro non troppo
Allegro
Largo
Allegro

Louise Farrenc, Trio op. 45 (1857)
Allegro deciso
Andante
Scherzo
Finale

Ago
28
Mer
Amfiteatr-off: Quartetto Singelée – Quartetto di saxofoni @ Piazza Cavour
Ago 28@18:00

Cardarelli

In collaborazione con il Liceo Musicale “Vincenzo Cardarelli” di La Spezia

Quartetto Singelée

Il Quartetto è coordinato da Valentina Renesto e composto da
Clara Guerrieri, sassofono soprano
Francesco Ciocconi, sassofono contralto
Federico Rosi, sassofono tenore
Edoardo Filippi, sassofono baritono

Il Concerto

Jean- Baptiste Singelée, Prémier Quatuor

Johann Sebastian Bach, Concerto Brandeburghese n. 3 (primo tempo)

Claude Debussy, Le petit Nègre

Kurt Weill, Music from Threepenny opera

Dimitri Shostakovich, Waltz dalla Suite for jazz orchestra

Astor Piazzolla, Libertango

Set
3
Mar
Amfiteatr-off: Roberto Lo Crasto – Musica e Cinema @ Auditorium Ospitalia del Mare
Set 3@18:00
Amfiteatr-off: Roberto Lo Crasto - Musica e Cinema @ Auditorium Ospitalia del Mare

In collaborazione con Genova Liguria Film Commission

Roberto Lo Crasto è project manager, creative consultant ed esperto di politiche culturali. Svolge incarichi di consulenza in progettazione strategica e gestione culturale, con particolare riferimento alla valorizzazione del territorio, beni e attività artistiche, industrie culturali e creative, politica UE della creatività, place marketing e branding, programmi europei.
Da giugno 2017 è membro esperto del consiglio direttivo della Fondazione Genova Liguria Film Commission, con competenze inerenti la gestione delle produzioni cinematografiche e la presenza istituzionale nei mercati nazionali e internazionali.
Nel 2006 ha creato LESIAliving experience of sound images and arts, una 
factory creativa che si occupa di produzioni musicali, colonne sonore per l’audiovisivo, concepts e direzioni artistiche, progetti fotografici e visual.

Set
7
Sab
Giovanni Gnocchi – Recital per violoncello solo @ Chiesa di Sant'Andrea
Set 7@21:30
Giovanni Gnocchi - Recital per violoncello solo @ Chiesa di Sant'Andrea

Il Concerto

György Kurtág, Árnyak, (“Ombre”, per Miklós Perényi) – 2002

Domenico Gabrielli, Ricercare per il violoncello solo n° 6 in sol maggiore (Bologna, 1689)

Johann Sebastian Bach, Suite n° 1 in sol maggiore BWV 1007 (ca. 1720)
Prélude – Allemande – Courante – Sarabande – Menuet I & II – Gigue

György Kurtág, Op. 5b Jelek I, Perényi Miklósnak
(Signs I, per Miklós Perényi) – 1987

Tobias Hume, Harke, Harke (dai Musicall Humors, London, 1605)

Diego Ortiz, Recercada primera in sol minore
(dal Tratado de glosas, Roma, 1533)

Zoltán Kodály, Sonata for solo violoncello op. 8 (1915), accordatura LA-RE-FA#-SI
Allegro maestoso ma appassionato
Adagio (con grande espressione)
Allegro molto vivace

Lug
4
Sab
La rinascita del violoncello da spalla @ Auditorium Ospitalia del Mare
Lug 4@18:00–19:30

La rinascita del violoncello da spalla
Alessandro Visintini e Daniela Gaidano
Violoncello da Spalla Makers

Per violoncello da spalla si intende un violoncello piccolo a cinque corde con cassa di 45/48 centimetri, simile agli strumenti costruiti da Johann Christian Hoffmann a Lipsia negli stessi anni in cui in nella città era attivo come Thomaskantor Johann Sebastian Bach. I due si conoscevano e si frequentavano a livello familiare e personale ed alcuni di quegli strumenti erano in casa della famiglia Bach.
Ciò che noi oggi chiamiamo violoncello da spalla ha avuto come periodo di maggiore sviluppo l’epoca tra 1680 e 1750 circa ed il suo momento di maggior valorizzazione è stato probabilmente negli anni 1724/25, quando Bach scrisse parti espressamente per “violoncello piccolo” in alcune delle sue cantate.
Altro repertorio probabilmente ascrivibile al violoncello da spalla, è quello violoncellistico italiana della fine del ‘600, di tessitura spesso notevolmente acuta e quindi virtuosistica quando eseguita sul violoncello di oggi.
Oggi il violoncello da spalla può venire usato da violinisti e violisti che vogliano ampliare il loro repertorio suonando le suites per violoncello di Bach nella giusta ottava (le sesta suite è scritta espressamente per violoncello a cinque corde), eseguendo il repertorio violoncellistico barocco e le parti basse nella musica da camera.
Può servire agli insegnanti di violino per realizzare il basso continuo agli allievi a lezione. Può arricchire un gruppo di musica popolare di tutte le epoche e località geografiche per poter realizzare una parte di basso senza dover sopportare l’ingombro del violoncello moderno.
Si tratta quindi di uno strumento estremamente versatile e quasi universale per musicisti curiosi e interessati alla ricerca di nuove sonorità per niente disgiunte da quelle antiche e tradizionali.

Alessandro Visintini, flautista e ottavinista dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento dal 1978, con alle spalle 5000 concerti in 42 anni di attività, ha suonato nelle principali sale d’Italia ed in molte nel mondo (USA, Giappone, Germania, Austria) ed ha studiato con alcuni tra i più importanti flautisti contemporanei quali Aurele Nicolet, Christian Lardé, Irena Grafenauer, Peter Lukas Graf e Davide Formisano.

Daniela Gaidano, diplomata in violino, viola e viola barocca, collabora con diverse orchestre italiane sia in ambito lirico-sinfonico che di musica antica. È stata cordaia specializzata in corde in budello prodotte secondo il sistema storico italiano e ha tenuto conferenze al riguardo in Europa e in Giappone.

Assieme abbiamo studiato liuteria con il maestro Cecilia Piazzi. Abbiamo approfondito con Dmitry Badiarov il metodo di design antico degli strumenti musicali basato su proporzioni armoniche e la costruzione del violoncello da spalla. A questo riguardo abbiamo compiuto viaggi di ricerca per studiare alcuni strumenti originali presenti nei musei del nord Europa.

29ª Edizione Levanto Music Festival - Amfiteatrof
29ª Edizione Levanto Music Festival – Amfiteatrof
Resilienza Furibonda
Violoncello makers
Violoncello makers al Levanto Music Festival
Come partecipare

La diretta Streaming andata in onda su Facebook

Lug
9
Gio
“Norma” e il jazz | Paolo Silvestri @ Auditorium Ospitalia del Mare
Lug 9@18:00–19:30

Norma e il jazz | Paolo Silvestri
in collaborazione con il Saint Louis College of Music di Roma

Se non ci fosse stato il Covid-19, uno degli spettacoli più attesi del nostro cartellone sarebbe sicuramente stato Norma, con Paolo Fresu, Paolo Silvestri e la ONJ – Orchestra Nazionale Jazz dei Conservatori italiani. Era però anche il concerto più complesso, che necessitava di un’orchestra di studenti dei Conservatori italiani, che avrebbero dovuto trovarsi a Milano, provare insieme, viaggiare… Insomma, il distanziamento sociale ha reso tutto questo impossibile e il concerto è stato cancellato dall’agenda dei musicisti. L’epidemia ha reso di fatto impossibile il lavoro dei grandi gruppi.

Noi però abbiamo una fortuna: il M° Paolo Silvestri, l’autore delle trascrizioni e anima, insieme a Fresu, di questa idea di concerto, è docente del Conservatorio di Genova e ha accettato di venire a raccontarci l’idea da cui lo spettacolo è nato.
È un’idea colta e insieme molto vivace, che stabilisce un contatto fra l’esperienza musicale europea e l’America.

Questo discorso ci sembra da riprendere, malgrado la tristezza di non poter ascoltare dal vivo la tromba di Paolo Fresu e gli ottimi musicisti dell’orchestra, perché l’argomento merita di essere proposto e perché Paolo Silvestri lo farà al meglio.
Per arricchire la serata e per ovviare alla mancanza di un pianoforte, Paolo ci porta in video la registrazione di una sua presentazione tenuta a Roma presso il Saint Louis College of Music, che ringraziamo per averci concesso il materiale.

Sarà un’occasione per superare ancora una volta le barriere fra i generi: un esercizio molto caro al Levanto Music Festival, per il quale ci vogliono ottime guide… come certamente è Paolo Silvestri.

Non è certamente facile fare incrociare le partiture di un vero e proprio capolavoro operistico quale Norma di Vincenzo Bellini e il mondo del jazz. Ma, nel senso più vero dell’interpretazione e del libero adattamento classico del mondo della musica afroamericana per eccellenza, nello stesso modo in cui il jazz si appropriò attorno alla metà del secolo scorso del grande patrimonio della canzone popolare americana, appare possibile e corretto avere la libertà di poter rivisitare un pezzo della storica tradizione musicale operistica con le lenti della più libera delle forme musicali moderne.

In breve, “Norma”, il capolavoro di Vincenzo Bellini, è stata “ripensata” secondo i canoni stilistici propri della musica jazz. Le melodie sono stata lasciate intatte ma il gioco creativo è quello di ampliare i colori propri dell’esplorazione artistica.
“Ho maturato l’intenzione di creare una versione moderna di Norma, lasciando quasi inalterate le melodie nella loro straordinaria bellezza, mantenendone spesso la forma simile alle canzoni popolari del nostro tempo, pur senza rispettare la successione originale dei brani, ma rielaborando l’armonia e la strumentazione in uno stile jazzistico. Il riferimento è andato immediatamente a “Porgy and Bess” di George Gershwin interpretata da Miles Davis e arrangiata da Gil Evans, ed in particolare a quell’orchestrazione con sonorità “profonde” più tipiche dei colori sinfonici della musica classica dei primi anni del ‘900 e della tradizione delle big band americane.

(Paolo Silvestri)

Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition
Norma e il Jazz
Norma e il Jazz
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition: come partecipare

 

Lug
11
Sab
Cadira Trio – Nell’Anello d’Acque @ Piazzetta della Compera
Lug 11@21:30–23:30

Cadira Trio

Nell’Anello d’Acque

 

Eugenia Amisano,  voce e percussioni
Ivano Battiston,  fisarmonica
Paolo Traverso,  chitarra e corde

La proposta musicale di Cadira intreccia canti dal repertorio popolare e antico spagnolo e sefardita, con canti
di terra e di mare raccolti nel bacino del Mediterraneo. Dal canto sacro libanese alla tradizione italiana e occitana. Per approdare in fine sulle coste dell’America latina. In un viaggio evocativo e intimo, navigato sulle onde del tempo.

“Cadira è un meraviglioso gruppo di cui c’era un grande bisogno, non solo in Italia ma anche in Europa.
Eugenia e Paolo sono ragazzi meravigliosi perché hanno la qualità, le idee, il progetto e hanno la semplicità e la modestia delle persone che fanno un cammino autentico e non cercano facili consensi. Hanno trovato autonomamente una strada straordinaria. Poi Eugenia è una cantante… io non ricordo una cantante altrettanto dotata di stile, di intelligenza e d’arte
per questo repertorio, lei è come tutti i sangue misti, sono sempre i migliori..!”
(Moni Ovadia)

 

Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition
Cadira Trio al Levanto Music Festival
Cadira Trio al Levanto Music Festival

Lug
18
Sab
Quattro incontri con ClassicaHD @ Auditorium Ospitalia del Mare
Lug 18@18:00–Lug 19@23:00

Quattro incontri
in collaborazione con

Classica HD

Sabato 18:

ore 18,00:  Incontro con Piero Maranghi, produttore e direttore di Classica HD
ore 21,00:  Interviste musicali di “Va pensiero”: Maurizio Pollini e Daniel Barenboim

Domenica 19

ore 18,00:  Proiezione di Dentro Caravaggio, il film evento diretto da Francesco Fei, sceneggiato da Jacopo Ghilardotti e prodotto da Piero Maranghi e Massimo Vitta Zelman. Con Marco Colombo, Francesco Melzi D’Eril e la partecipazione straordinaria di Sandro Lombardi.
Produzione di Italia Classica, Skira editore, Adler Entertainment, con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

ore 21,00: Proiezione film “Il Tempio delle Meraviglie” Un film di Luca Lucini, Silvia Corbetta, Piero Maranghi Regia di Luca Lucini. Fotografia di Luca Bigazzi
Prodotto da Luigi De Siervo, Piero Maranghi, Massimo Vitta Zelman.
Una produzione Skira Classica, Arte France, RAI Com e Camera Lucida realizzato in associazione con Intesa Sanpaolo S.p.A.
Produttore associato Maremosso

 

Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020 - Resilienza Furibonda / Covid Edition
Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020 – Resilienza Furibonda / Covid Edition
4 incontri con Classica HD
4 incontri con Classica HD
Covid Edition

 

Lug
22
Mer
Bande musicali e formazione nella storia spezzina @ Auditorium Ospitalia del Mare
Lug 22@18:00–19:30

 

Bande musicali e formazione nella storia spezzina

Luca Bianchi

vincitore di un assegno di studio istituito dal Levanto Music Festival Amfiteatrof
in collaborazione con il Conservatorio “Giacomo Puccini” – La Spezia

Conservatorio Giacomo Puccini, La Spezia

Le bande musicali sono state per molto tempo un punto di riferimento nella vita italiana e ricoprono tuttora una funzione importante. Sono state un forte punto di aggregazione sociale e soprattutto un veicolo essenziale per la divulgazione della musica e la conoscenza degli strumenti. Questo ancora di più se si considerano zone che a lungo sono state difficili da raggiungere, come la costa del territorio spezzino. Quasi tutti gli anziani ricordano ancora oggi di aver avuto un padre o un nonno che suonava nella banda del paese e da questi racconti trapela ancora un sentimento di orgoglio.

Le bande servivano per fare festa, per sottolineare gli avvenimenti importanti, per stare insieme, per avvicinare uno strumento, per conoscere musica nuova; i ragazzini erano affascinati da quegli oggetti, a volte scintillanti e rumorosi, che venivano padroneggiati dai compaesani. Le bande coprivano il territorio in modo capillare e contribuivano ad accendere la competizione fra i paesi e lo scambio di esperienze.

Molto del repertorio del nostro Ottocento è stato trascritto per banda e divulgato attraverso i concerti in piazza: così le novità del teatro d’opera, dopo aver infiammato le città e fatto il giro d’Europa, potevano arrivare anche nelle pieghe più nascoste del territorio, entravano nelle case prima che ci fosse la radio a informare e a riprodurre a distanza.

Le bande hanno fatto cultura, efficace e capillare come quella delle scuole odierne, e sono tuttora molto
attive come supporto ai conservatori. Nelle zone dove ci sono associazioni capaci di attrarre giovani
musicisti verso lo studio di uno strumento (generalmente a fiato o a percussione) si assiste alla
moltiplicazione di opportunità per iniziare studi musicali e quindi alla moltiplicazione e alla migliore individuazione dei talenti. In banda lo strumento si sceglie, ma poi se ne conoscono e se ne praticano anche tanti altri, col risultato di aprire le proprie conoscenze e di maturare scelte più mirate per una carriera musicale professionale.

Chi è “nato” in banda resta generalmente fedele a quell’ambiente e non lo dimentica nemmeno dopo il diploma e l’inizio della carriera professionale: mantiene i contatti, a volte torna a suonare, a volte diventa direttore del gruppo.
Per questo il Levanto Music Festival Amfiteatrof ha deciso quest’anno di proporre un assegno di studio per avviare la conoscenza dell’attività bandistica nella storia del territorio spezzino. Ci siamo rivolti al Conservatorio “Puccini”, che ha scelto per noi Luca Bianchi.

Luca Bianchi ha iniziato lo studio del clarinetto presso la Filarmonica Albianese, proseguendo poi a Conservatorio “G. Puccini” della Spezia, dove ha conseguito la laurea triennale con il M° S. Fioretto. Attualmente frequenta il biennio di clarinetto sotto la guida del M° A. Damele, e dirige il Corpo Musicale di Vezzano Ligure.

Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020
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Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020 - Resilienza Furibonda / Covid Edition
Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020 – Resilienza Furibonda / Covid Edition
Bande musicali e formazione nella storia spezzina
Bande musicali e formazione nella storia spezzina
Covid Edition
Covid Edition
Lug
28
Mar
Quando un musicista diventa regista- Federico Mottica @ Auditorium Ospitalia del Mare
Lug 28@18:00–19:30

Quando un musicista diventa regista
Federico Mottica

Federico Mottica, venticinque anni, è stato un talento precoce del pianoforte. Le sue doti musicali lo hanno portato a diplomarsi giovanissimo presso il Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova nella classe del M° Massimo Paderni.
A scuola però tutti conoscevano anche la sua seconda, grande passione cinematografica.
A diciassette anni dirige il suo primo cortometraggio “Io e mia madre” con cui partecipa ad alcuni Festival, incluso il Genova Film Festival. Prosegue nel 2013 con il suo secondo lavoro “Quasi padre”, con cui partecipa al Sottodiciotto Film Festival, al Festival del Cinema Invisibile, al Festival Nuovo Cinema Europa, al Festival del Cinema Veramente Indipendente e allo Short Film Corner, Festival de Cannes 2014.
Nel 2014 lavora al progetto collettivo “Italy in a day” di Gabriele Salvatores, presentato Fuori Concorso alla 71 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Sempre nel 2014 realizza il video musicale “Rosso è il rossetto” e lavora al suo nuovo progetto “Sogno di un impiegato”.
I suoi temi sono spesso legati alla famiglia e ai problemi dei rapporti tra le persone. Inizialmente ha coinvolto nelle riprese le persone del suo ambiente, familiari, amici, compagni di studi, insegnanti, e ha saputo creare intorno al proprio lavoro una rete di collaboratori e di sostenitori. Così tutti hanno seguito i suoi progressi con partecipazione.
Subito dopo la maturità classica e il diploma di pianoforte, Federico ha passato una severa selezione ed è entrato nel Corso di Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha lavorato quindi sotto la guida di Gianni Amelio, Daniele Luchetti, Claudio Cupellini, Claudio Giovannesi e altri professionisti del settore. Attualmente sta preparando il materiale per l’esame finale.
La musica è sempre rimasta fra le sue attività e ispirazioni, tanto da aver composto a volte personalmente l’accompagnamento al materiale girato. È però soprattutto rimasta nel suo modo di pensare e di sentire il mondo che lo circonda.

Principali progetti realizzati:

Giorno di gloria / Italia, 2019, cortometraggio, Centro Sperimentale di Cinematografia (Roma).
Mia moglie / Italia, 2017, cortometraggio, Aurina (Genova).
Concerto dell’Orchestra del Conservatorio Paganini / Italia, 2017, video concerto, Conservatorio Paganini (Genova). Sale grosso / Italia, 2016, videoclip, Pandango (Genova).
Heribergo / Italia, 2016, cortometraggio, Aurina (Genova).
Ce ne andiamo in Cina / Italia, 2016, videoclip, Dainese (Genova).
Spirito alato / Italia, 2015, videoclip,Mora (Genova).
Libero come l’aria / Italia, 2015, videoclip, Mora (Genova).
S.O.S. navigantes / Italia, 2015, videoclip, Mora (Genova).
Perché lui / Italia, 2015, videoclip, Mora (Genova).
Sogno di un impiegato / Italia, 2015, cortometraggio, Aurina (Genova).
Rosso è il rossetto / Italia, 2014, videoclip, Dainese (Genova).
Quasi padre / Italia, 2013, cortometraggio, Aurina (Genova).

Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020 Resilienza Furibonda / Covid Edition
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Quando un musicista diventa regista
Quando un musicista diventa regista
Covid Edition
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Lug
30
Gio
Mare Faber. Le storie di Crêuza de mä , di Guido Festinese @ Auditorium Ospitalia del Mare
Lug 30@18:00–19:30

Presentazione del libro

Mare Faber. Le storie di Crêuza de mä
Guido Festinese

Scrive Antonio Vivaldi su tomtomrock.it:

“Guido Festinese – giornalista musicale italiano fra i più autorevoli – ha scritto Mare Faber – Le storie di Crêuza de mä partendo da una “cultura mostruosa” (giusto per citare Paolo Villaggio che di De André era amico) e da un lavoro di raccolta di informazioni altrettanto mostruoso. Lo dimostrano la bibliografia e la discografia poste a fine volume.

Al tempo stesso Festinese ha avuto l’idea di raccontare la storia di Crêuza de mä, album capolavoro della musica “etnica” mondiale (ma anche di “invenzione della tradizione”, secondo le parole di Franco Fabbri), come se fosse un’avventura o un resoconto di viaggio lungo tutto il Mediterraneo.
Gli spunti significativi sono moltissimi. Se è noto che le musiche dei pezzi sono totalmente opera di Mauro Pagani, meno conosciuto è il fatto che un noto perfezionista come De André abbia voluto lasciare quasi grezzi i provini che Pagani aveva approntato. Poco risaputo, almeno per chi scrive, è che Pagani avesse inizialmente proposto a De André di scrivere i testi in arabo e che questi ci abbia provato con un certo impegno. Poi la scelta cadde su un genovese dai sapori antichi e, come si dice, tutto il resto è storia.

Fondamentale e valida ancora oggi è poi una dichiarazione di De André tratta da un’intervista coeva all’uscita dell’album: “[…] Noi apparteniamo anima e corpo al Mediterraneo. Bisogna guardare ad Algeri e Istanbul che ci sono vicine e che, in qualche modo, anzi in moltissimi modi, fanno parte del nostro passato. Altro che Chicago o Londra”. Una frase forte anche considerando che il cantautore arrivava da dischi molto ‘americani’ quali Volume 8 e “L’indiano”.

Un altro aspetto affascinante di questo libro è dato dal pre- e dal post-Crêuza de mä. Per quanto concerne il ‘pre’, Festinese passa in rassegna nomi affascinanti e, in alcuni casi, semi-dimenticati di una certa scena italiana anni ’70 che ai suoni etnici amava attingere. Parliamo degli Area, del Canzoniere del Lazio, del Gruppo Folk Internazionale di un giovane Moni Ovadia e dei ‘primitivisti’ Aktuala. Per non parlare dello stesso Mauro Pagani.Ma anche nel novero di coloro che hanno assimilato la lezione di di Crêuza de mä si trovano nomi stimolanti: Avarta, Roberta Alloisio, Radiodervish, Orchestra Bailam, Mario Brai e tanti altri.”

Abbiamo pensato che Guido Festinese fosse la persona giusta non solo per guidarci nel mondo di Crêuza de mä, ma anche lungo i diversi fili trasversali che legano la materia di cui è fatto, anche quest’anno, il Levanto Music Festival.
Fortunatamente non è stato difficile contattarlo, visto che è docente di “Storia della musica jazz” presso il Conservatorio di Genova.

 

Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival | Amfiteatrof 2020:  Resilienza Furibonda/Covid Edition
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Mare Faber- Guido Festinese
Mare Faber- Guido Festinese
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition: come partecipare
Ago
2
Dom
Voci Barocche- Francesco Galligioni @ Spazio Luzzati, Comune di Levanto
Ago 2@21:30–23:30

Francesco Galligioni, violoncello barocco e viola da gamba


musica di De Machy, Telemann, Dall’Abaco, Bach

 

Diplomato in violoncello al Conservatorio “C. Pollini” di Padova con il M° G. Chiampan; fin dal 1986 ha approfondito la conoscenza dello strumento seguendo corsi di perfezionamento in Italia e all’estero con  M. Flaksman e T. Campagnaro. Ha successivamente proseguito gli studi con il M° Franco Maggio Ormezowski sia presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia in Roma, diplomandosi in soli due anni con borsa di studio, che presso la fondazione A. Toscanini di Parma  nei corsi per “solisti e prime parti d’orchestra”.

Ha poi partecipato a corsi di perfezionamento di violoncello barocco tenuti da W. Vestidello e G. Nasillo e collaborato con solisti e direttori di fama internazionale (Anner Bylsma, Giuliano Carmignola, Cecilia Bartoli, Max Emmanuel Cencic, Magdalena Kozena, Sergio Azzolini, Sara Mingardo, Victoria Mullova Angelika Kirschlagher, Andrea Marcon, Federico Guglielmo, Sir J. E. Gardiner, Diego Fasolis, Pedro Halffter, Bob Van Asperen, Michael Radulescu, Gustav Leonhardt, Christopher Hogwood,..) sia in veste concertistica che discografica.

La passione per la musica antica lo ha naturalmente portato anche allo studio della viola da gamba con il M° Paolo Biordi presso il conservatorio di Firenze conseguendo nel 2004 il diploma in questo strumento con il massimo dei voti e nel 2007 il diploma accademico di secondo livello con 110 e lode.

Membro fondatore dell’Accademia di S. Rocco e successivamente di Venice Baroque Orchestra, ha suonato in qualità di primo violoncello nelle più  prestigiose sale, basti citare Royal Albert Hall e Barbican Hall (London), Lincoln Center e Carnegie Hall (New York), JFK Center for Performing Arts (Washington DC), Tonhalle (Zurigo), Konzerthaus (Berlino), Het Concertgebouw (Amsterdam), Musikverein e Konzerthaus (Vienna), Kyoi hall (Tokyo), Opera Berlioz (Montpellier), Theatre des Champs-Elysées (Parigi), W. Disney City Hall (Los Angeles), Gran Teatro La Fenice (Venezia).

Ha effettuato registrazioni discografiche per ARCHIV (Deutsche Grammophon), Arts, ORF, Chandos, Brilliant, Naxos e per Sony Classical; con quest’ultima sia in qualità di primo violoncello-solista di VeniceBaroqueOrchstra che in formazioni cameristiche (trii con G. Carmignola e L. Kirtzof, sonate con A. Bylsma).

Suoi concerti da solista sono stati trasmessi dalla WDR, ORF, dalla SWR2 e MDR (concerto per violino e cello di A. Vivaldi con G. Carmignola), dalla ABC, della NPR, dalla BBC3, dalla RDP e, in occasione di un tour in giappone, (settembre 2005) dalla TV nazionale di questo paese.

Ha collaborato in qualità di prima parte, tra gli altri, con Tafelmusik (Toronto) Sonatori della Gioiosa Marca, Zefiro, Orchestra Barocca del Friuli Venezia Giulia “G.B.Tiepolo”, I Barocchisti, Oman Consort, L’Arte dell’Arco, Gambe di Legno Consort, i Virtuosi delle Muse, Opera Stravagante. E sempre come 1° vc. solista dall’ Orchestra Filarmonica di Gran Canaria e l’orchestra del Teatro Massimo di Palermo.

Recente l’incisione da solista per l’etichetta olandese “Brilliant Classics” dell’integrale dei concerti per violoncello di A. Vivaldi (4 CD), delle sei sonate a stampa dello stesso autore, l’integrale (5CD) delle sonate a stampa di Salvatore Lanzetti e i capricci per violoncello solo di Joseph-Marie-Clément dall’Abaco. Di prossima pubblicazione le 12 sonate di G.B. Platti e  per l’etichetta FraBernardo le Suite di J.S. Bach per violoncello solo.

Suona un violoncello Paolo Antonio Testore del 1740 e una viola da gamba originale dei primi ‘700. Ha insegnato violoncello presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, “F. Cilea” di Reggio Calabria, “N. Paganini” di Genova, “A Buzzolla” di Adria e attualmente presso il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (TV); viola da gamba presso il conservatorio “J. Tomadini” di Udine.

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020

 

 

 

 

 

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
F. Galligioni in "Voci Barocche"
F. Galligioni in “Voci Barocche”
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition: come partecipare
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition: come partecipare

 

Ago
8
Sab
Una finestra in Toscana @ Auditorium Ospitalia del Mare
Ago 8@18:00–19:30

Conversazione in musica

Mirella Di Vita, soprano
Tiziana Canfori, pianoforte

È talmente importante il ruolo dei compositori italiani nel campo del teatro musicale, che spesso questo successo ha offuscato la loro attività su altri terreni. Se Rossini riscatta la propria produzione cameristica con le celeberrime “Soirées musicales” o gli scherzosi “Péchés de vieillesse”, altri non sono in genere ricordati per i brani scritti per sola voce e pianoforte. Capita nell’Ottocento, secolo dell’Opera italiana, ma anche nel primo Novecento: quando i grandi compositori siedono alla tastiera, si fa fatica a immaginare che dedichino il loro tempo a composizioni minori, leggere e salottiere. Invece è proprio in quei momenti che ci raccontano qualcosa di più intimo, spesso divertente, a volte sorprendente. In questo gioco salottiero si svelano anche i tre compositori toscani protagonisti di questo programma: l’ironia di Puccini, il tenero romanticismo di Mascagni, la timidezza piena di fascino e non priva di arditezze di Catalani. Ne esce anche un’altra prospettiva dell’Italia e della sua cultura: più quotidiana, più affettuosa, legata alla terra, al paesaggio, alle piccole storie e ai piccoli piaceri.

E in questa dimensione domestica si sentono echi del teatro, come nel Sole e amore di Puccini, che cita il quartetto di Bohème, oppure nell’ampia Chanson Groenlandaise di Catalani, servita da ispirazione per l’aria più celebre della Wally.

 

29ª Edizione Levanto Music Festival - Amfiteatrof
29ª Edizione Levanto Music Festival – Amfiteatrof
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Una Finestra in Toscana
Una Finestra in Toscana M. Di Vita e Tiziana Canfori
Covid Edition: come partecipare
Covid Edition: come partecipare

 

Ago
9
Dom
Paganini, la meraviglia @ Sagrato Chiesa di Sant'Andrea
Ago 9@21:00–23:00

Paganini, la meraviglia

Concerto in collaborazione con
Festival Paganiniano di Carro – XIX edizione
Associazione Amici di Paganini

Spettacolo con musiche di Niccolò Paganini, arrangiate da Michele Trenti, realizzato da documenti e lettere di Paganini

Andrea Nicolini, attore
Gianluca Nicolini, flauto
Lorenzo Tedone, clarinetto
Luigi Tedone, fagotto
Fabrizio Giudice, chitarra

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Paganini, la Meraviglia
Paganini, la Meraviglia
Covid Edition: come partecipare
Covid Edition: come partecipare
Ago
11
Mar
Beethoven e Paganini – protagonisti della rivoluzione musicale @ Piazzetta della Compera
Ago 11@21:30–22:30

Beethoven e Paganini
Protagonisti della rivoluzione musicale

Giovanna Polacco, violino
Luca Franzetti, violoncello
Luigi Attademo, chitarra
Marco Pagani, voce narrante

Protagonisti della serata due celebri autori, apparentemente lontani, le cui vicende biografiche e i cui rapporti con la storia, con la politica, con il potere, e soprattutto con la libertà, portano ad avvicinarli più di quanto si è portati a immaginare.

Entrambi caratterialmente instabili, in lotta continua tra passioni violente e inquietudini profonde; entrambi minati nel fisico da mali apparentemente inconciliabili con la propria vocazione artistica: la sordità per Beethoven, la tisi, e la lue, per Paganini (per il primo, quanto di peggio per un musicista- compositore; per il secondo, un ostacolo sempre più invalidante rispetto a un’esuberanza tecnico- interpretativa incontenibile); entrambi tormentati e ribelli, con un’anima sensibile al fuoco della politica

pur se soffocata dai loro straripanti talenti (non molti ricordano l’esistenza di una sinfonia di Beethoven dedicata a Bonaparte, e ancor meno sanno dell’adesione di Paganini alla massoneria e ai moti carbonari); entrambi, infine, grandissimi innovatori: Beethoven, con le sue audaci e lungimiranti

esplorazioni nel mondo dell’armonia, della struttura formale e del timbro; Paganini, con la scoperta ed esaltazione delle enormi e inesplorate potenzialità dello strumento e con le sue invenzioni virtuosistiche ai limiti dell’eseguibilità. E si potrebbe continuare.

Lasciando alle rispettive composizioni inserite in programma il compito di esaltare le peculiarità e le differenze dei due autori, sarà la voce di un attore a guidare il pubblico nella scoperta dei loro tratti comuni. Due su tutti: la totale dedizione alla musica, da una parte; e dall’altra – beffarda legge del contrappasso rispetto all’enorme successo da entrambi riscosso ancora in vita – una vena di cupa malinconia che mai li abbandonerà: specchio crudele dell’ineluttabile solitudine del genio.

In programma due Trii di identica durata, identica tonalità e identico, oltre che piuttosto insolito, organico: violino, violoncello e chitarra. Strumento quest’ultimo che consente a Paganini di esaltarne le notevoli possibilità, mentre nel caso della Serenata Op.8 di Beethoven ascolteremo una versione d’epoca adattata per strumenti diversi dalla partitura originale: una scelta storica che, oltre a permettere un confronto diretto con il brano di Paganini, vuole rifarsi alla prassi molto in uso a quei tempi: lo stesso Beethoven del resto aveva dedicato alla viola e al pianoforte una propria versione proprio della sua Serenata op 8.

Il Terzetto in re maggiore MS 69 di Paganini, scritto a Londra nel 1833, è un esempio maturo dell’estro del musicista genovese che, pur riscuotendo unanimi successi col violino, dedicò grande attenzione anche alla chitarra da lui molto amata.
I due Trii sono preceduti dal Duo Fragment per violino e violoncello, breve composizione incompiuta di Beethoven completata da Robert D.Levin, e da due dei 43 Ghiribizzi per chitarra sola di Paganini.

 

Progetto di Giovanna Polacco

 

Programma:

Voce narrante

Lettere, aneddoti, testimonianze intorno alla figura di Ludwig van Beethoven

Ludwig van Beethoven (1770-1827)

Duo “Fragment” per violino e violoncello, completato da Robert.D.Levin
Serenata in Re maggiore Op.8- trascrizione per chitarra violino e viola di V.Matiegka (1773-1830) nella versione per                    violino, violoncello e chitarra

 

Voce narrante

Lettere, aneddoti, testimonianze intorno alla figura di Niccolò Paganini

Niccolò Paganini (1782-1840)

dai 43 Ghiribizzi MS43 per chitarra sola:
n.18 Andantino
n.22 Larghetto
n. 33 Allegretto

Terzetto in re maggiore Op.66 MS69 per violino, violoncello e chitarra

 

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
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Beethoven Paganini/ Protagonisti della rivoluzione musicale
Beethoven Paganini/ Protagonisti della rivoluzione musicale
Covid Edition: come partecipare
Covid Edition: come partecipare
Ago
16
Dom
Quartetto di Cremona @ Auditorium Ospitalia del Mare
Ago 16@21:30–23:30

QUARTETTO DI CREMONA

Cristiano Gualco  violino – Paolo Andreoli  violino
Simone Gramaglia  viola – Giovanni Scaglione  cello

Fin dalla propria fondazione nel 2000, il Quartetto di Cremona si è affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti a livello internazionale, riscuotendo unanimi consensi di pubblico e critica.
Tra gli impegni più rilevanti della stagione 2019/20, un tour negli Stati Uniti ed uno in Olanda, l’esecuzione dell’integrale di Beethoven a L’Aquila, Tirana e Taiwan, concerti in Germania, Francia, Svizzera, Scandinavia, oltre al consolidato rapporto con le maggiori società concertistiche italiane. Nella stagione 20/21 l’ensemble tornerà ad esibirsi a Ginevra, Milano, Roma, alla Wigmore Hall di Londra e farà il proprio debutto alla Carnegie Hall di New York.

Quest’anno il Quartetto di Cremona festeggia i suoi primi vent’anni di carriera, un traguardo di grande rilevanza per un ensemble italiano e per il quale sono stati ideati progetti concertistici e discografici di alto livello, sviluppati nel corso di due stagioni consecutive (19/20 e 20/21). Tra gli altri, diverse esecuzioni dell’integrale dei quartetti di Beethoven, due nuovi CD, brani composti espressamente per il Quartetto.

In campo discografico, nel 2018 si è conclusa la pubblicazione dell’integrale dei Quartetti di Beethoven (Audite). Nella primavera 2019, con la partecipazione del violoncellista Eckart Runge, è uscito un doppio CD dedicato a Schubert registrato con il “Paganini Quartet” di Stradivari, in prestito dalla Nippon Music Foundation. Entrambi i progetti sono stati accolti in maniera entusiastica dalla critica internazionale.

Dall’autunno 2011 il Quartetto di Cremona è titolare della cattedra del “Corso di Alto Perfezionamento per Quartetto d’Archi” presso l’Accademia Walter Stauffer di Cremona ed è regolarmente invitato a tenere masterclass in Europa, Asia, Nord e Sud America. L’ensemble è ambasciatore dei progetti internazionali “Friends of Stradivari” e “Le Dimore del Quartetto”. Insignito della cittadinanza onoraria di Cremona, è inoltre testimonial per Thomastik Infield Strings.

 

Cristiano Gualco, violino Nicola Amati, Cremona 1640
Paolo Andreoli, violino Paolo Antonio Testore, Milano ca. 1758 (Kulturfonds Peter Eckes)
Simone Gramaglia, viola Gioachino Torazzi, ca. 1680 (Kulturfonds Peter Eckes)
Giovanni Scaglione, violoncello Dom Nicola Amati, Bologna 1712 (Kulturfonds Peter Eckes)

Programma:

Quartetto op. 59 n. 2 in mi minore “Razumovskij”
Allegro
Molto adagio
Allegretto
Presto

Quartetto op. 132 in la minore

Assai sostenuto. Allegro
Allegro ma non tanto
Canzona di ringraziamento offerta alla divinità da un guarito, in modo lidico. Molto adagio
Alla marcia, assai vivace
Allegro appassionato
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
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Quartetto di Cremona
Quartetto di Cremona
Covid Edition: come partecipare
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Ago
18
Mar
Seyir Trio – Musica Ottomana @ Piazza della Loggia, Levanto
Ago 18@21:30–23:30
Concerto

Seyir Trio

Temel Muhittin, kanun
Tristan Driessens, oud
Murât Coşkun, percussioni

Dal 2016, Seyir Trio esiste come una formazione ridotta mobile del Lâmekân Ensemble, un noto sestetto con sede in Belgio incentrato sulla musica dell’Impero ottomano. Insieme, sono stati invitati a esibirsi in numerosi festival e luoghi, come The Centre of Fine arts (Bruxelles), Concertgebouw (Bruges), Albert Long Hall (Istanbul), Space of Mugham (Baku, Azerbaidjan) e International Maqom Forum di Shahrishabs (Uzbekistan). Registrarono e suonarono numerosi concerti insieme ai principali esponenti della cultura musicale ottomana classica, in particolare Kudsi Erguner, Derya Türkan, Murat Aydemir e Necati Çelik.
Per quanto riguarda il 2020, la formazione del trio di Seyir comprende Muhittin Kemal Temel (kanun), Tristan Driessens (oud) e Ruben Tenenbaum (violino). I loro programmi di concerti sono interamente composti da composizioni originali di Muhittin Kemal Temel, ispirate al patrimonio musicale ottomano turco.

La stampa sul loro primo disco:

“A phenomenally beautiful album, in which rhythm, melody, solo and harmony all come together perfectly.” Moorsmagazine.

“They know how to combine virtuosity with immersive, exciting beauty. in every way a world class album!” De Subjectivisten.

“One can hear they have deep respect for the multicolored ottoman tradition” Vrije Geluiden.

“A true pleasure to listen to and at the same time a fresh, heart-warming ode to this extraordinary oriental music. Listen tip for the more adventurous listeners.” Written in Music.

“Intimate and virtuoso music in which each instrumentalist takes the lead in turn.” Marc Vandemoortele.

 

PROGRAMMA:

Muhittin Kemal Temel, Özlemek 
Ruben Tenenbaum, Hicaz Pesrevi
Muhittin Kemal Temel, Hicaz Saz Eseri 
Muhittin Kemal Temel, Smyrna Promenade
Muhittin Kemal Temel, Hüseyni Saz Semaisi
Muhittin Kemal Temel, Son Pesrev Selam
Muhittin Kemal Temel, Heart Beats
Tristan Driessens, Isfahan Saz Semaisi
Muhittin Kemal Temel, Kumral Efe
Muhittin Kemal Temel, Deli Yüregim

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
 Seyir Trio
Seyir Trio
 Seyir Trio
Seyir Trio

 

 

 

Ago
22
Sab
Suoni nelle culture @ Park Hotel Argento
Ago 22@21:30–23:30

Viaggio nella tradizione degli strumenti a fiato e percussione

Edmondo Romano, strumenti a fiato
Loris Lombardo, strumenti a percussione

Il concerto è un viaggio nei brani tipici della tradizione di origine di ogni singolo strumento, con accenni alle fatture e alla loro storia, attraverso l’esecuzione di melodie tradizionali ed originali dove radici storiche e geografiche si fondono assieme. Il pubblico si troverà quindi ad ascoltare una mistura di brani mediterranei, dell’est, mediorientali, orientali, africani…

Gli strumenti saranno disposti in sala nel pomeriggio, in modo che le persone più interessate possano vederli da vicino e chiedere spiegazioni prima del concerto.

 

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
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Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
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Suoni nelle culture
Suoni nelle culture
Covid Edition: come partecipare
Covid Edition: come partecipare
Ago
28
Ven
Trio Conductus @ Piazzetta della Compera
Ago 28@21:30–23:30
Concerto

Trio Conductus

Marcello Fera, violino
Nathan Chizzali, violoncello
Silvio Gabardi, contrabbasso

Il Trio Conductus è formato dal violoncellista Nathan Chizzali, dal contrabbassista Silvio Gabardi e dal violinista e compositore Marcello Fera.
Presenta un programma che spazia dal folk americano di Mark O’Connor, al canto di Claudio Monteverdi, alle composizioni approntate da Marcello Fera per questa formazione. La capacità di tenere uniti mondi lontani e ricondurli ad un terreno comune, fa parte dello stile di Conductus, ensemble d’archi di cui il Trio è la cellula più piccola. Conductus infatti oltre a essere il nome di una forma musicale medioevale, è una parola latina che proviene dal verbo conducere che significa condurre, convogliare. è così che nei programmi di Conductus convivono musica antica, contemporanea e di origine popolare. Elementi culturali diversi tra loro, esperienze molteplici che contribuiscono a formare un percorso ricco di stimoli e di possibilità.

Musica di:

Claudio Monteverdi (1567 – 1643), Mark O’Connor (1961), Francesco Landini (1325 – 1397),
Anonimo, Marcello Fera (1966)

 

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Trio Conductus
Trio Conductus
Covid Edition: come partecipare
Covid Edition: come partecipare
Set
2
Mer
Dolorose Armonie – Carlo Gesualdo Principe Madrigalista @ Auditorium Ospitalia del Mare
Set 2@21:30–23:00
Spettacolo teatrale

Dolorose Armonie – Carlo Gesualdo Principe Madrigalista

Con:
Vittorio Ristagno, Sarah Pesca

In collaborazione con Dip. Canto e Teatro musicale del Conservatorio “Niccolò Paganini” di Genova

Regia
 Fausto Cosentino

 

logo positivo conservatorio piccolo paganini copia

Uno spettacolo ispirato alla vita e all’opera di Carlo Gesualdo Principe di Venosa (1566 – 1613) nasce dal fascino

che, a quattro secoli dalla morte, continua ad emanare dalla sua figura artistica e umana. Un fascino basato sulla straordinaria intensità e modernità della sua musica.
Il suo è un linguaggio inusuale: dissonanze improvvise, linee melodiche lacere, un linguaggio fatto di frammenti, di lampi di emozioni. Un linguaggio che rimanda sempre ad altro. I suoi madrigali sono a dir poco rivoluzionari per il suo tempo, e non sono bastati più di quattro secoli per capirlo appieno.

Quella di Gesualdo è una musica da apprezzare in tutta la sua complessa ricchezza. Arditissimi collegamenti armonici, linee melodiche che suggeriscono tormenti e inquietudine dell’animo, dissociazioni di voci che amplificano il senso di alcuni versi e rimandano a un oltre attraverso il linguaggio dei suoni, non quello delle parole.

La sua vicenda biografica tormentata e dolorosa, invece, contiene in sé elementi in grado di parlare anche ad un pubblico contemporaneo. Non è un caso se la storia del musicista ha continuato a ispirare racconti, opere musicali, spettacoli teatrali e documentari.
Vissuto a cavallo fra Cinquecento e Seicento, Carlo Gesualdo era nipote, da parte paterna, del Cardinale Alfonso Gesualdo e, da parte materna, di San Carlo Borromeo, due dei principali promotori della cultura controriformistica in Italia. Il Principe si trovò a sperimentare su di sé tutte le contraddizioni di un’epoca stretta fra la religiosità scenografica e severa della Controriforma e gli ultimi bagliori dell’arte, della filosofia, della libertà di pensiero del Rinascimento. Contraddizioni che segnarono sia il suo problematico rapporto con la moglie Maria d’Avalos, sia tutte le sue successive vicende biografiche.

Ai più, infatti, Carlo Gesualdo è noto come principe omicida: l’assassinio per sua mano della moglie Maria d’Avalos e del di lei amante, Fabrizio Carafa, colti «in flagrante delicto di flagrante peccato», fu evento epocale.

Nei secoli, soprattutto in epoca romantica, l’opera del Principe di Venosa è stata spesso associata a questo tragico evento della sua biografia.
La fortuna artistica di Carlo Gesualdo rinacque poi nel Novecento ad opera di Igor Stravinskij che rimase talmente colpito dall’audacia delle opere del Principe Madrigalista, da comporre il “Monumentum pro Gesualdo”, un omaggio a colui che considerava come un fondamentale precursore della musica del ‘900. Nello spettacolo Carlo racconta con un linguaggio irto di metafore le sue angosce e le sue inquietudini in relazione al rapporto con Maria. Confessa il suo “volere e non volere” la donna, e parla della musica come di “un’altra donna” che lo possiede. Compiuto il duplice omicidio, ossessionato dai propri peccati, il principe cerca l’espiazione dialogando col fantasma di Maria e pregando ininterrottamente alla ricerca del perdono divino.
L’esecuzione di sue composizioni – ad opera di un complesso formatosi in seno al Dipartimento di Canto e Teatro Musicale del Conservatorio “Niccolò Paganini”di Genova nei corsi della Prof.ssa Roberta Paraninfo- fanno da contrappunto e accompagnamento al tragico percorso.

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Spettacolo teatrale per la regia di Fausto Cosentino
Spettacolo teatrale per la regia di Fausto Cosentino
Covid Edition: come partecipare
Covid Edition: come partecipare
Set
4
Ven
Mesconia Quartett @ Giardino del Castello
Set 4@21:30–23:30

Mesconia Quartett

Katja Duffek e Beate Färber, violini
Ludwig Hahn, viola
Julia Herr, violoncello

Il nome del nostro quartetto d’archi viene dal „Mesco“, nel territorio di Levanto. Qui ci incontriamo ogni estate per studiare nuove musiche, sviluppare nuove idee e fare concerti. Siamo tutti membri di diversi orchestre di Monaco die Baviera e Augsburg (Augsburger Philharmoniker, Orchester des Staatstheater am Gärtnerplatz).

Da dieci anni suoniamo insieme nel quartetto Mesconia e abbiamo elaborato un programma molto ampio dal barocco fino alla musica contemporanea.

Katja Duffek, nata a Monaco di Baviera, ha studiaro il violino con il Prof. Harald Herzl alla Musikhochschule “Mozarteum” a Salisburgo. Dal 2000 al 2009 è stata membro di diverse orchestre (Münchner Symphoniker, Mozarteum-Orchester, Augsburger Philharmoniker) e ha suonato sotto la direzione di famosi direttori come Zubin Mehta, Ivor Bolten, Kyrill Petrenko in giro per mezzo mondo. Sta lavorando come libera professionista con la Münchner Rundfunkorchester e come ospite in diversi gruppi di musica da camera, come giudice in concorsi e come insegnante.

Beate Färber ha studiato violino all’ Accademia di Musica e di Teatro di Monaco di Baviera con i Proff. G. Hetzel e E. Sebestyen. Dal 1995 fa parte dell’Orchestra Filarmonica della città di Augusta, ma non ha abbandonato Monaco di Baviera, dove è spesso chiamata a suonare nell’Orchestra dello Staatstheater am Gärtnerplatz. Grande è la sua esperienza nell’ambito cameristico: suona con gli Augsburger Kammersolisten e nel Pocci-Quartett.

Ludwig Hahn ha studiato violino e viola a Monaco di Baviera e a Stoccarda. Dopo lo studio, per 5 anni ha fatto parte dell’ Orchestre Philharmonique di Nantes in qualità di primo violino. Negli stessi anni è stato anche docente nel Conservatorio di Cholet e Nantes. Da quando è tornato a Monaco di Baviera, fa parte dell’orchestra dello Staatstheater am Gärtnerplatz e collabora con la Münchner Rundfunkorchester. È membro di diversi gruppi da camera, fra i quali il Trio Movimento e il Pocci-Quartett.

Julia Herrscher ha studiato violoncello presso la Musikhochschule Mannheim e scienze musicali e Germanistik alla Universität Heidelberg. Ha continuato a studiare Violoncello alla Musikhochschule Saar con il Prof. Ulrich Voss.
Dal 2007 insegna musica e tedesco presso un liceo classico a Monaco di Baviera.

Ha vari Interessi musicali: è attiva in diverse orchestre e vari gruppi di musica da camera, ma anche nel genere popolare (Folk, Jazz etc.).

Programma

Henry Purcell, Chaconne in sol minore (ca 1680)
Trascrizione di Benjamin Britten (arr.1948)

W. A. Mozart, Dissonanzen-Quartett in do maggiore, KV 465 (1784/85)
Adagio – Allegro
Andante cantabile
Menuetto Allegretto
Molto Allegro

Joaquin Turina, La oracion del torero (1926)

Astor Piazzolla, Invierno porteño (1970)
Arr. Werner Thomas-Mifune

Ennio Morricone, Gabriel’s Oboe, dal film „The Mission“
Arr. Robert Longfield

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Mesconia Quartett
Mesconia Quartett
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda / Covid Edition: come partecipare

 

Set
5
Sab
The Northern Breeze – Irish flute music @ Park Hotel Argento
Set 5@21:30–23:30

The Northern Breeze
Irish flute music

Michel Balatti, flauto
Daniele Caronna, chitarra

 

The Northern Breeze è il progetto solista del flautista italiano Michel Balatti.
 Michel è un musicista conosciuto nell’ambito della musica folk italiana ed europea, atraverso la sua attività con i Birkin Tree (il più importante gruppo di musica irlandese in Italia) e con i Liguriani, con cui negli ultimi cinque anni ha e ettuato moltissimi concerti e tour in tutta Europa.

Al centro del repertorio del disco c’è la musica irlandese: dal repertorio antico e suggestivo di O’Carolan no a una selection di reels, jigs e slow airs composte da alcuni dei migliori autori di nuove musiche all’interno della tradizione, come Paddy O’Brien, Brendan McGlinchey, Martin Nolan, Michael Queally e Liz Carroll. Un old time tune americano, un valzer della tradizione svedese e quattro composizioni originali di Balatti completano una tracklist molto varia.

Una produzione artistica molto semplice e arrangiamenti minimali sono stati volontariamente scelti dai musicisti per sottolineare al meglio la bellezza delle melodie, il fraseggio e l’espressività dei auti di Michel Balatti.
 Lo spettacolo vede la presenza del chitarrista scozzese Michael Bryan (conosciuto in Irlanda e Regno Unito per la sua attività con la Nuala Kennedy Band e con la BBC Radio 3 Folk Awards House Band), con cui da un anno Michel ha stretto un forte sodalizio artistico, nato in occasione della partecipazione all’Edinbourgh Folk Festival, in cui i due musicisti si sono conosciuti.

Ecco cosa scrive Martin Hayes, a proposito di Michel Balatti:
“Ho avuto il piacere di dividere il palco molte volte con Michel Balatti nel corso degli anni. Michel è un autista ra nato che ha saputo sviluppare una comprensione completa dello stile e del repertorio irlandese. Il suo modo di suonare è autenticamente irlandese, come quello dei migliori strumentisti che ti aspetteresti di ascoltare nella contea del Clare o di Sligo”.

“A hugely talented ute player…His music is rst class, well chosen and refreshing without loosing touch with the tradition…” – Irish Music Magazine.

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Michel Balatti - "Northern Breeze"
Michel Balatti – “Northern Breeze”
Covid Edition: come partecipare
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Set
7
Lun
Trio Myosotis @ Spazio Luzzati
Set 7@21:30–23:30

Trio Myosotis

Luca Bianchi, clarinetto
Nicolo’ Zappavigna, violoncello
Alice Lazzini, pianoforte

Concerto in collaborazione con il Conservatorio “G. Puccini”, La Spezia

Conservatorio Giacomo Puccini, La Spezia

Alice Lazzini inizia gli studi presso l’Accademia Bianchi di Sarzana, e all’età di undici anni entra al conservatorio della Spezia, che le permette durante il percorso di studi di partecipare a numerosi master e concorsi, e dove si diploma nel 2018 con la maestra F. Costa. Attualmente frequenta il corso unico di musica da camera allo stesso conservatorio della Spezia.

Luca Bianchi ha iniziato lo studio del clarinetto presso la Filarmonica Albianese, proseguendo poi a Conservatorio “G. Puccini” della Spezia, dove ha conseguito la laurea triennale con il M° S. Fioretto. Attualmente frequenta il biennio di clarinetto sotto la guida del M° A. Damele, e dirige il Corpo Musicale di Vezzano Ligure.

Nicolò Zappavigna, laureando nella classe del M° Benvenuti presso il Conservatorio di La Spezia, inizia gli studi con il M° Roberto Presepi. Attratto dalla musica da camera partecipa a numerose Masterclass tenute, tra gli altri, dai maestri Gabriele Geminiani (S. Cecilia), Danilo Rossi (La Scala), Andrea Nannoni, Luca Simoncini, K. Sahatchi (Tonhalle Zurigo). Si aggiungono le Masterclass tenute annualmente dal M° Benvenuti nella città di Cecina. Aperto a repertori nuovi, partecipa con il New MADE Ensemble nel 2017 e nel 2018 al festival di musica contemporanea Festival 5 giornate di Milano. Nel 2019 viene accettato presso la Ferrara Chamber Academy

promossa dall’Orchestra giovanile europea (EUYO). Registra per TeleLiguriaSud alcune didascalie sonore per documentari.

Programma:

L. van Beethoven ‒ Trio n° 4 op.11 in Si bemolle maggiore per pianoforte, clarinetto e violoncello “Gassenhauer”
Andrea Nicoli – brano da definire
Bruch – 8 pezzi op. 83: no.1 Andante in la minore
Johannes Brahms – Trio op.114 in la minore per clarinetto, violoncello e pianoforte

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Trio Myosotis
Trio Myosotis
Covid Edition: come partecipare
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Set
9
Mer
Wiener Atmosphäre- Massimiliano Damerini @ Spazio Luzzati
Set 9@21:30–23:30

Wiener Atmosphäre

Massimiliano Damerini, pianoforte

Wiener Atmosphäre è la dimostrazione di come la cosiddetta “forma-sonata” abbia avuto uno sviluppo straordinario a Vienna, da Haydn a Berg. In questa particolare serata verranno messi a confronto tre capolavori pianistici, da Beethoven a Schubert, passando per l’appunto da Berg.

La Sonata op.31 n.2 di Beethoven, detta anche La Tempesta, in quanto Anton Schindler racconta

che l’Autore suggeriva di leggere La Tempesta di Shakespeare per capirne i risvolti più profondi, nasce in un periodo fecondo della produzione del musicista (1801-02), ma anche in un momento critico e depressivo, soprattutto in relazione all’inizio della sordità.

La Sonata op.1 (1907-08) fu composta da Berg quando era ancora studente di Schoenberg. Pare che proprio Schoenberg, visti i risultati sconvolgenti di questo primo movimento di Sonata, gli avesse consigliato di non aggiungervi altro. Il paesaggio desolato di Berg può per certi versi essere avvicinato a Schubert, ma il linguaggio è decisamente tardoromantico, e guarda a Wagner, a Mahler e allo Schoenberg di quel periodo (in particolare la Kammersymphonie). Quando terminò di scriverla aveva 23 anni.

E, a proposito di età, Schubert, nell’anno della sua morte (1828), quasi come se si fosse reso conto che a soli 31 anni stava per lasciare questo mondo, scrive in brevissimo tempo capolavori assoluti come le ultime tre Sonate per pianoforte (la D.959 è la penultima), il Quintetto per archi, il ciclo di Lieder Winterreise.

La Sonata D.959 deve molto a Beethoven, soprattutto per quanto riguarda la struttura. Inserito tra movimenti se non altro “sereni”, l’Andantino è invece una pagina di intensità struggente, nella quale l’estrema malinconia del tema principale si fonde con la tragicità della zona centrale che anticipa le zampate poderose di Schumann o di Liszt.

Massimiliano Damerini

Programma:

Ludwig van Beethoven, Sonata in re minore op.31 n.2
Alban Berg, Sonata op.1 (in un solo movimento: MässigBewegt)
Franz Schubert, Sonata in la maggiore D.959

Genovese, Massimiliano Damerini ha compiuto gli studi musicali nella sua città, sotto la guida di Alfredo They e di Martha Del Vecchio, diplomandosi in pianoforte e composizione. Considerato uno degli interpreti più rappresentativi della sua generazione, ha suonato in alcuni dei più importanti teatri e sale da concerto del mondo: Konzerthaus di Vienna, Barbican Hall di Londra, Teatro Alla Scala di Milano, Teatro Colón di Buenos Aires, Herkules Saal di Monaco, Gewandhaus di Lipsia, Salle Gaveau e Cité de la musique di Parigi, Victoria Hall di Ginevra, Tonhalle di Zurigo, Auditorio Nacional di Madrid, ecc., collaborando in qualità di solista con prestigiose orchestre, quali: London Philharmonic, BBC Symphony, Bayerischer Rundfunk, Deutsches- Symphonie di Berlino, Sinfonica di Budapest, Radio Olandese, WDR di Colonia, NDR di Amburgo, SWF di Baden-Baden, ORF di Vienna, Orchestre Philarmonique Suisse, Accademia di S. Cecilia in Roma, RAI, Orquesta Nacional Española, Orquesta de la Comunidad de Madrid, Orquesta Sinfonica Portoguesa, Filarmónica de Buenos Aires, Filarmónica de Bogota, Filarmónica de Malaga, Philharmonique de Nice, ecc., e partecipando a festival internazionali, quali: Maggio Musicale Fiorentino, Biennale di Venezia, Festival dei due Mondi di Spoleto, Berliner Festwochen, Holland Festival, Wien Modern, Donaueschingen, Biennale di Zagabria, Festival d’Automne di Parigi, Penderecki Days in Yerevan (Armenia), Festival Penderecki di Varsavia, Festival Paìz di Antigua (Guatemala), Takefu Music Festival (Giappone), ecc. Oltre ad innumerevoli registrazioni per varie reti radiotelevisive europee ed americane, ha inciso per molte etichette discografiche, tra cui: EMI, Etcetera, Arts, Brilliant, Koch, Ricordi-BMG, Accord, Naxos, Col Legno, Dynamic, Musikstrasse, Tactus, Warner, IMD, MAP, ecc. Moltissime le opere pianistiche a lui dedicate. Attivo anche come compositore, ha presentato in importanti rassegne e festival numerosi suoi lavori, alcuni dei quali pubblicati da, Rai Trade, Da Vinci, Preludio, Edipan, MAP. E’ spesso invitato in giuria in importantissimi concorsi pianistici internazionali, e tiene masterclasses di perfezionamento in tutto il mondo: è stato tra l’altro docente agli Internationale Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt nel 1998, e ai corsi organizzati dal Centre Acanthes ad Avignone nel 1999.

Nicholas Kenyon, sul Times di Londra, lo ha definito dominatore assoluto della tastiera e del suono, il famoso compositore Elliott Carter, dopo averlo ascoltato a New York, disse di lui: Ogni suo concerto è un’esperienza indimenticabile, e dopo il suo recital a Monaco nel 1997 la Süddeutsche Zeitung lo ha definito uno dei tre massimi pianisti italiani della nostra epoca, con Benedetti Michelangeli e Pollini.

La critica italiana gli ha conferito il prestigioso Premio Abbiati 1992 quale concertista dell’anno.
La sua esecuzione di Ausklang per pianoforte e orchestra di Helmut Lachenmann con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI a Torino (brano del quale è stato il primo interprete a Colonia) ha ricevuto un altro Premio Abbiati nel 2006.

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
M. Damerini in "Wiener Atmosphāre"
M. Damerini in “Wiener Atmosphāre”
Covid Edition: come partecipare
Covid Edition: come partecipare
Set
10
Gio
Dalla didattica alla composizione: i palazzi della memoria in musica @ Auditorium Ospitalia del Mare
Set 10@18:00–19:30

Dalla didattica alla composizione:
i palazzi della memoria in musica

Roberto Cipollina

In questi giorni sto avendo l’opportunità di insegnare ai ragazzi di scuola media dei metodi di studio applicabili in ogni ambito scolastico e non, dalla matematica alla scienza, dall’Italiano alla musica. Dopo aver stabilito i motivi per i quali gli è richiesto di trascorrere tutto questo tempo sui libri e a fare esercizi è importante utilizzare dei metodi per ritenere le informazioni acquisite di modo che queste abbiamo importanza anche nel futuro e non solo per il voto dell’imminente interrogazione. Il palazzo della memoria è la tecnica che personalmente uso più di frequente e quella che mi ha dato il maggior risultato con il minor sforzo. Questa tecnica risale all’antica Grecia e Roma, il metodo viene già spiegato da Cicerone e Quintiliano, quindi nulla di nuovo o sperimentale; ha una grande utilità perché permette di memorizzare con facilità grandi quantità di informazioni in pochissimo tempo e a lungo termine. L’effetto positivo che sta avendo sugli studenti è inopinabile e, cosa che mi rende ancor più fiero, è che per ognuno di essi l’ora sembra passare troppo velocemente nonostante li faccia discutere, di proposito, degli argomenti e delle materie che per loro sono più noiosi da studiare. Ovviamente lezioni improntante su tecniche come queste, fondate sulla fantasia e la creatività di ogni allievo, devono essere svolte individualmente o quasi, sicuramente non in classi di trenta individui ma se fossero più diffuse potrebbero, con gli anni, produrre dei benefici immensi. Spiegare PERCHÉ è importante studiare e COME è più semplice farlo, prima ancora di stabilire COSA imparare e allo stesso tempo trovare un modo per farli appassionare all’argomento senza perdere interesse penso debba essere la priorità di ogni istituzione didattica.

(Roberto Cipollina)

Diplomato in Chitarra classica all’Istituto Superiore di Studi Musicali “V. Bellini” di Caltanissetta, comtemporaneamente segue studi di composizione e direzione d’orchestra. in chitarra classica ad indirizzo interpretativo-compositivo, sotto la guida del M° Renato Pace.
Nel 2018 pubblicherà il suo primo libro di carattere musicologico, intitolato: Mario Castelnuovo- Tedesco: Capriccio Diabolico e Tarantella nell’analisi filologica delle edizioni a fine esecutivo e l’anno successivo lo stesso libro verrà pubblicato nella sua edizione inglese.
Il 24 Giugno del 2018 avviene la prima esecuzione di A Lover’s Tale, brano di musica da camera per violino e chitarra da lui composto, al Convitto delle Arti di Noto, successivamente eseguito in numerosi concerti in Inghilterra, Scozia e Irlanda, oltre che in Italia dal Ten Strings Duo.
Al suo attivo ha diverse composizioni, per chitarra e non, tra le quali brani per: Live Electronics, oboe, flauto e collaborazioni per la scrittura di musica pop e a scopo pubblicitario, filmico e teatrale.
Durante gli ultimi anni di studio in conservatorio fonda e dirige una propria orchestra dedita all’esecuzione di musica contemporanea, composta dagli stessi allievi dell’istituto, con la quale eseguirà brani di Alban Berg e Igor Stravinskji.
 Dopo il diploma di II livello, scriverà il suo secondo libro intitolato: Scrittura Chitarristica Applicata: Sistemi moderni di orchestrazione in contesti sinfonici e cameristici con il quale vincerà il premio del gruppo editoriale Albatros Il Filo.
Attualmente è docente di chitarra all’Istituto Comprensivo “ISA 23” di Levanto e segue il master MAI in Musica Applicata alle Immagini presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Luigi Boccherini” di Lucca.

 

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Dalla didattica alla composizione
Dalla didattica alla composizione
Covid Edition: come partecipare
Covid Edition: come partecipare
Set
12
Sab
Liguria, suoni dai monti e dal mare @ Centro storico, vie e piazzette
Set 12@21:30–23:30

I Giovani Canterini di Sant’Olcese
Enerbia Trio,
(Maddalena Scagnelli, Voce e violino; Franco Guglielmetti , fisarmonica; Carlo Lucini, Chitarra)
Fabio Rinaudo e Stefano Buscaglia, cornamusa e piffero

 

Il Levanto Music Festival si chiude con una grande festa musicale tutta ligure.
Una Liguria cittadina e marinara accostata alla cultura dell’entroterra, dal canto maschile del trallalero, che risuona ancora oggi nelle piazzette del centro storico genovese, alla musica strumentale e vocale delle “Quattro Province” con i suoi ritmi ballabili e i suoi strumenti sonori e campestri. Tre piazze di Levanto sono state scelte per questa festa itinerante dove ogni musica troverà la sua cornice più adatta: Piazzetta della Compera per il trallalero, l’Arenetta e la Loggia di Piazza del Popolo per la musica strumentale e per regalare spazio a chi vorrà cimentarsi in antiche e vivaci danze popolari della nostra terra.

Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020
Levanto Music Festival - Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Levanto Music Festival – Amfiteatrof 2020: Resilienza Furibonda
Suoni dai monti e dal mare
Suoni dai monti e dal mare
Covid Edition: come partecipare
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